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EMERY
I'm Only A Man
alternative
2007 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/emery

 

Dopo l’uscita di due album di successo (specialmente il loro secondo, "The Question"), gli Emery tornano in scena con l’attesissimo "I'm Only A Man". Con questo terzo lavoro, i nostri propongono un concept album sul cuore dell’uomo. Ogni pezzo narra la vicenda di uomini che affrontano varie difficoltà, e dei modi con cui cercano di risolverle. Gli Emery decidono anche di mostrare al pubblico di poter realizzare un album post-hardcore senza l’utilizzo di eccessive distorsioni, utilizzando un sound più accessibile. Di sicuro questa è una vera e propria impresa, ce la faranno i nostri?

Apre il disco Rock-n-rule, che dimostra l’enorme cambiamento negli arrangiamenti del gruppo. Lo stile segue in linea quello del precedente
"The Question", ma qui appaiono, insieme a chitarre semi distorte, anche acustiche e pianoforte. Poi le vocals sono più melodiche, e gli scream...non sono scream, sono solo urla. Il pezzo è abbastanza buono, ma non lo userei di certo per aprire un disco. Segue il singolo The party song, e qui casca il mondo. Cos’è successo? Questo è un brano che mi aspetterei da gruppi quali Good Charlotte, o dai Panic At The Disco (oddio, muoio...) ma di certo non dagli Emery. E tanto per rimanere in tema di delusioni, la seguente, World away, è una traccia happy pop: abbastanza buona per essere pop, ma non qualcosa che mi aspetterei dallo stesso gruppo che fece uscire l’oscuro "The Weak’s End" nel 2003. Dopo lo shock iniziale, ora però si arriva alla triade, ovvero i tre pezzi migliori di tutto l’album, inseriti strategicamente a metà disco, uno dopo l’altro. Il primo è After the devil beats his wife, che torna un po’ alle origini, con arrangiamenti molto più post-hardcore, inserendo anche degli ottimi scream finali. Segue la seconda della triade, che è anche la migliore del disco, Can’t stop the killer; questa mi fa venire i brividi ad ogni ascolto. Narra l’inquietante vicenda di un uomo che rovina la sua famiglia e, impazzendo, decide di uccidere sua moglie. E’ impossibile non sentire un nodo alla gola nell'ascoltare il pezzo e nel leggere i testi (Well, go ahead and run / Run! / Run from the man with the gun in his hand / Darling I would shoot you before I would ever let you leave / Oh, dear God). Il terzo brano è Story of a man with a bad heart, che è più allegro dei precedenti, molto orecchiabile, e ben realizzato. Dopo la triade, però, si ritorna a episodi mediocri, come Don’t bore us, get to the chorus, che apre in modo stranissimo, per poi passare al tipico stile del gruppo, ed infine ad un inaspettato elettro-pop (prego chiunque di ascoltare questo pezzo e dirmi la prima parola che viene in mente: spero sia meno volgare di quella che ho pensato io). What makes a man a man è buona, più sull’acustico, mentre la seguente The movie song, è un pezzo punkeggiato simpatico, pur senza essere niente di speciale. Bella è la seguente You think you’re nickel slick (but I got your penny change), apparsa già nella versione Deluxe di "The Question" sotto il nome provvisorio di Death to inconvenience. Chiude l’album From crib to coffin, di 10 minuti e 44 secondi, pezzo che si avvicina molto al genere del debutto: inizia bassa, acustica, e drammatica, per poi esplodere con scream furiose. Da citare è l’ottimo utilizzo di pianoforte, vocoders, e synth. Un pezzo davvero grandioso.

Allora, ripeto la domanda: ce l’hanno fatta gli Emery a creare un album post-hardcore senza eccessive chitarre distorte, più melodie, meno urla, e pezzi synth-pop? Direi di...NI. Anche se alcuni pezzi sono proprio da sputarci sopra, bruciare e buttar via (
Don’t bore us, get to the chorus) ce ne sono altri che mantengono quel post-hardcore dei primi due album (After the devil beats his wife e From crib to coffin). Quindi questo terzo lavoro, anche se decisamente inferiore ai primi due, non è per niente da buttare, dato che contiene quello che è il miglior pezzo della storia del gruppo (Can’t stop the killer), ma di certo non lo consiglierei a chi volesse venire a conoscenza di questo band. Procuratevi prima il debutto, e poi magari date un’ascoltata anche a questo.

Christopher Warman

VOTO

72

 

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