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Si chiama "The Question" il secondo disco
degli Emery, che fa da seguito allo spettacolare e grigio "The
Weak's End". Questa volta il disco è un concept album, e, come da
titolo, pone una domanda all'ascoltatore, una domanda che ognuno pone ad
altri in continuazione: "Where were you when I was...?", cioè "Dov'eri
tu quando io ero...?" e i titoli dei vari pezzi che compongono il
platter completano la domanda (per esempio "Where were you when I was "Playing
With Fire"?".)
Dall'inizio della opener So cold I can see
my breath ci accorgiamo che al sound degli Emery è stato
aggiunto molto colore rispetto al debutto. Le vocals sono più sul
melodico, anche se quel buon scream ci sta sempre bene, e gli
arrangiamenti sono articolati, originali e complessi. Il pezzo pone la
prima domanda, che viene risposta con una satira sul modo del mondo di
oggi di vedere l'amore: dando importanza solo al sesso, tralasciando i
valori importanti. Dopo questo pezzo di brutale onestà, si passa a
Playing with fire, in cui il vocalist Toby lascia spazio al
chitarrista Devin alle vocals. Un pezzo più melodico del primo, ricco di
bellissimi synth, e scream finali. Si ritorna al core con la drammatica
Returning the smile you have from the start, per poi
continuare con il singolo Studying politics, molto
sull'alternative, ma davvero un bel pezzo, specialmente alla fine in cui
il gruppo sperimenta con loops ed effetti puramente industrial. Con
Left with alibis and lying eyes, il gruppo mette nei panni di
due ragazzi che hanno appena ucciso una persona, e che ora stanno
scappando dal luogo dell'omicidio in una macchina. Altro pezzo forte del
platter lo troviamo con Listening to Freddy Mercury, che
inizia con delle belle melodie sincronizzate da parte dei due vocalist,
che poi verranno squarciate da scream esasperati, per poi cambiare
nuovamente, trasformandosi in un simpatico punk/emo, ricco di synth.
Questa volta il tema del brano è la lingua umana, che non può fare a
meno di parlare male degli altri. Con The weakest abbiamo
una song carina sì, però leggermente sottotono col resto dell'album,
mentre con Miss Behavin' fanno ritorno gli scream e
arrangiamenti particolari. Dopo un breve interlude si passa a The
terrible secret, anch'essa leggermente sottotono, e poi alla
bellissima In a lose, lose situation, dolce e melodica,
che introdurrà l'episodio finale, In a win, win situation:
una closer che più bella non si può, con dei bei arrangiamenti
orchestrati e delle vocals spettacolari.
E' naturale che se qualcuno è fan del loro
debutto, con questo album si troverà leggermente perso. Molte volte i
pezzi sembrano happy-punk-emo, perdendo un po' rispetto al post-hardcore
down tempo del debutto. Ma non tutto è perso. Infatti è un disco che
porterà successo commerciale al gruppo, e anche una certa notorietà. Si
sente che i ragazzi sono migliorati, e che creano pezzi con
arrangiamenti più complessi e tematiche più serie. Se dovessi paragonare
questo album al lavoro di qualcun altro, lo paragonerei a "They're
Only Chasing Safety" degli Underoath, in quanto è un disco
più che altro commerciale, che deluderà fan di vecchia data, ma farà
gola ai nuovi.
Christopher Warman |