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EMERY
The Weak's End
post-hardcore
2004 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/emery

 

Emery: ercinite. Ercinite: un minerale nero utilizzato come abrasivo. E' questa la definizione della parola, ma non il significato del nome del gruppo. Il vocalist Toby Morrell spiega in un'intervista che il nome "Emery" è quello di un ragazzo che ha conosciuto all'università. Emery era un ragazzo bravissimo e ha lasciato sul cantante un'impronta così forte che ha deciso di dedicargli il nome del gruppo. Gruppo che si forma nell'università stessa nel 2001, e che i tre membri decidono di lasciare per andare a Seattle e suonare (a loro dire quel giorno fu l'11 Settembre). Dopo aver girato e suonato in diverse città e aver guadagnato e perso membri, il gruppo viene segnato per la celebre Tooth & Nail Records. La band coglie l'occasione al volo e, un anno dopo, registra il suo primo lavoro, "The Weak's End".

E' un "Are you listening?" screamato ad aprire l'album con Walls, pezzo già comparso sulla loro Demo. Dopo vari scream il gruppo rallenta un po' utilizzando clean melodici e un semplice ma ben realizzato utilizzo di tastiere. Una conclusione coi fiocchi, fatta di chitarre aggressive e scream arrabbiati, e la band torna con The ponytail parades, che è un brano un po' più calmo e melodico, anche se ci sono sempre quegli scream che fanno comparsa qua e là. Segue l'aggressiva Disguising mistakes with goodbyes, che vede le vocals melodiche di Toby con vari scream in sottofondo. Dopo l'introduzione aggressiva il pezzo continua melodicamente, tranne per un piccolo intervallo centrale quando Toby riprende a screamare con più forza che mai, per poi tornare sui precedenti passi. Dolce è la conclusione e poi abbiamo By all accounts (today was a disaster), che apre lentamente, con uso di synth e chitarra pizzicata. Questa volta sono sia Toby che il chitarrista Devin Shelton a cantare, alternandosi tra clean e scream, o semplicemente cantando in armonia insieme. Segue una delle mie preferite, Fractions, introdotta dalle voci dei due vocalist che cantano cose diverse, intrecciandosi, per poi far entrare la musica. Bellissimo il finale, quando tutti gli strumenti sfumano rimane solamente la tastiera, che poi muore nel silenzio. Seguono The note from which a chord is built, che è la più allegra dell'album con una tematica leggermente giubilante e un ritmo upbeat, Bloodless, punkeggiata, ma che vede il ritorno degli scream, e Under serious attack, melodica e lenta, tranne verso il finale in cui il ritmo inizia a velocizzarsi introducendo gli scream. Abbiamo ora As your voice fades: entra lentamente con tastiere leggere e vocals altrettanto lievi; una chitarra introduce degli scream squarciati di dolore per la morte di qualcuno, e infine il resto del gruppo. Probabilmente questo è il brano che trasmette più dolore in tutto l'album. Il platter si conclude con The secret, un walzer dolce che poi diventa qualcosa di infermabile e carico di emozioni. Sfido chiunque a dirmi che questo non sia il miglior pezzo del disco.

Un album soddisfacente. Molte canzoni sono puro dolore trasmesso tramite musica, ma c'è sempre un qualche lieve senso di speranza, lieve, sì, ma c'è. Di sicuro va detto che questo Cd non è per tutti. Musicalmente è ancora abbastanza grezzo, ma niente male; di sicuro piacerà a coloro che amano l'alternative, l'emocore, lo screamo e tutto ciò che vi è in mezzo. Gli Emery fanno l'emo com'è stato concepito: uno stile aggressivo, pieno di dolore, che fa risvegliare dei sentimenti nascosti in te. Per quanto mi riguarda, questo è il disco perfetto da ascoltare in una giornata grigia, quando piove, quando la tua ragazza ti ha appena lasciato. Decidete voi...

Christopher Warman

VOTO

87

 

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