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EMERY
The Columbus EEP Thee
 
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I'm Only A Man
 
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...In Shallow Seas We Sail
 
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We Do What We Want
 
 

 

EMERY
While Broken Hearts   Prevail...   (Ep)
alternative
2008 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/emery

 

Un anno dopo l’uscita di "I’m Only A Man", album che abbandonava le origini post-hardcore/emocore per un sound più commerciale, gli Emery annunciano l’uscita di un nuovo Ep dal titolo "While Broken Hearts Prevail..." che dovrebbe introdurre un full-length ("...In Shallow Seas We Sail") ed avere un sound che dovrebbe far ritorno alle origini. I fan di vecchia data gridano al miracolo, e tutti si preparano ad ascoltare questo Ep di 7 tracce.

Il Cd apre con The smile, the face, che, pur essendo molto melodico e leggero sui versi, è un buon pezzo, contenendo molti scream; bello anche il breakdown verso la fine. Purtroppo però il gruppo aveva annunciate che lo stile sarebbe stato simile a quello del loro debutto, "The Weak’s End", ma in realtà è un miscuglio tra il loro secondo, "The Question", e "I’m Only A Man". Ma non fa niente, perché la opener è un gran bel pezzo. Segue Edge of the world, che fa da ottimo seguito alla precedente, mantenendo alta l’energia, gli scream, e i breakdown (mai in stile metalcore però). Con Say the things (you want) però l’album cala leggermente, includendo una parte con delle campanelle che sanno molto di emo, e che mi fanno venire voglia di saltare il brano. Infatti saltiamo alla prossima traccia, ma ci troviamo di fronte a Ten talents: cosa è successo? Credevo di stare ascoltando all’album del "ritorno" degli Emery, e invece mi ritrovo davanti una ballad pop, scontatissima. E dalla padella alla brace si va con la seguente Always depends, pezzo che era già comparso sul loro primo Ep, "The Columbus EEP Thee", riscritto in chiave pop/punk/synthpop. La delusione è così alta che nemmeno dirò cosa penso della seguente Thoughtlife, apparsa come bonus acustica nella versione Deluxe di "The Question", ricreata però in chiave piano/pop. Conclude l’Ep Do the things (you want), che ha la stessa melodia di Say the things (you want), ma ha testi diversi, una chiave più malinconica e un arrangiamento acustico. Onestamente, questo brano è ottimo per chiudere l’album, dato che è malinconia ciò che prova l’ascoltatore dopo questo fallimento.

Dire che questo Ep mi ha deluso è dir poco. Preferisco mille volte di più "I'm Only A Man". Comunque, due (o tre, dipende dai gusti) pezzi buoni ci sono, e questi saranno gli unici ad apparire anche sul nuovo full-length destinato ad uscire quest’estate, quindi c’è solo da sperare che il full-length segua le loro orme.

Christopher Warman

VOTO

64

 

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