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Con l'album in questione prese luce il solo project
Encryptor, parto artistico del grande Felipe "Phil" Diez,
mostruoso talento panamense attivo anche nei Sorrowstorm e nei
Ministros Del Sanctuario, unblack band i primi, christian death i
secondi. Gli Encryptor col successivo "Sermon Decay" si
imporranno come forse la migliore brutal metal band della scena
cristiana, ma nel debut le cose erano un po' differenti: innanzitutto di
brutal non si può parlare, qui viene espresso "normale" death,
inoltre la produzione non è altrettanto pulita e potente e l'elaboratezza del songwriting
complessivamente di un paio di gradini inferiore. "Drowning
In Flesh" è un disco più che buono, intendiamoci, ma come tanti
altri: nulla quindi di memorabile, nulla cioè di straordinario come quell'oscura furia distruttrice in stile
Nile e Suffocation che sarà il succitato come-back.
Ritmici riecheggianti rintocchi ad un portone (non
un portone qualsiasi) ed
un growl in proclama: è così che parte Portal of demonic torment, death
andante con pause sincopate ma anche con fugaci accenni melodici ed un
intenso momento doom; non manca la tecnica, soprattutto percussionistica,
gradevolissime sono le linee vocali, sia in growl, sempre gutturale, che
in scream. Into the lives of the unblessed di diverso ha
un mood decisamente più oscuro, un sound più pieno, un drumming più
invasivo, più protagonista, più tuonante. Una inquieta melodia ad un
certo istante prova ad emergere dalle tenebre: non ci riuscirà.
L'atmosfera è grave, asfittica...l'urlo finale in tale contesto non
sorprende affatto. Un lungo growleggiare e la ritmica è serrata, poi
però Prophecy of infinity si placa, solo per poco: il
finale è ancora ritmicamente dirompente. Decadenti armonie e vivacità
cimiteriale, interminabili growl sepolcrali e visioni grigie e nebbiose:
provate a sorridere ascoltando Infernal catastrophy, non
ci riuscirete. Doom-oriented è, e quasi a sorpresa, The
price of submission, ma i break death sono di una violenza
estrema: in generale la melodia è arcana e gli arrangiamenti anche
piuttosto complessi, quindi una song dal forte fascino, dalla notevole
prensilità. Suoni ascensionali anticipano in Drowning in ignorance
un death irruento, grezzo ma variegato; terminano ambientazioni tombali
con tanto di temporale incupito da tuoni: da brividi, di esaltazione.
L'eco dei Crimson Thorn è ben coglibile nell'attacco di
Post mortem soul: un lungo silenzio ed un catacombale growl,
l'ombra di morte si stende inevitabile. Il basso produce un giro
sinistro, è la track più horrorifica dell'album. Il buio viaggio termina
con la lunga Misfortuned at birth, sparata a tratti,
ieratica e decadente in altri: nel finale dagli anfratti senza luce
emergono un growl poi un scream, per quella che è la fase più
elettrizzante e turbante di "Drowning
In Flesh".
"They have lost direction. People of deception. /
Lost in cheap philosophies, tradition, and demise. / Cursed beast of
Hell who controls the world, / you will lose your grip on the unsaved. /
Take my hate away, replace it with the love of Christ, eat away at my
anger. / Take away my pain. God forgive my iniquities. Give me peace of
mind" Liriche appassionate e ricche di concetti elaborati ed assai
interessanti, un christian death style di "classe". Band imperdibile se
amate il death cristiano: ovvio consigliarvi di getto "Sermon Decay",
ma io anche a questo, conoscendolo, non rinuncerei mai.
Vaake
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