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ENCRYPTOR
Sermon Decay
 
 

 

ENCRYPTOR
Drowning In Flesh
death
2001 - Nascent Frost Productions
(Panama)
www.myspace.com/encryptor

 

Con l'album in questione prese luce il solo project Encryptor, parto artistico del grande Felipe "Phil" Diez, mostruoso talento panamense attivo anche nei Sorrowstorm e nei Ministros Del Sanctuario, unblack band i primi, christian death i secondi. Gli Encryptor col successivo "Sermon Decay" si imporranno come forse la migliore brutal metal band della scena cristiana, ma nel debut le cose erano un po' differenti: innanzitutto di brutal non si può parlare, qui viene espresso "normale" death, inoltre la produzione non è altrettanto pulita e potente e l'elaboratezza del songwriting complessivamente di un paio di gradini inferiore. "Drowning In Flesh" è un disco più che buono, intendiamoci, ma come tanti altri: nulla quindi di memorabile, nulla cioè di straordinario come quell'oscura furia distruttrice in stile Nile e Suffocation che sarà il succitato come-back.

Ritmici riecheggianti rintocchi ad un portone (non un portone qualsiasi) ed un growl in proclama: è così che parte Portal of demonic torment, death andante con pause sincopate ma anche con fugaci accenni melodici ed un intenso momento doom; non manca la tecnica, soprattutto percussionistica, gradevolissime sono le linee vocali, sia in growl, sempre gutturale, che in scream. Into the lives of the unblessed di diverso ha un mood decisamente più oscuro, un sound più pieno, un drumming più invasivo, più protagonista, più tuonante. Una inquieta melodia ad un certo istante prova ad emergere dalle tenebre: non ci riuscirà. L'atmosfera è grave, asfittica...l'urlo finale in tale contesto non sorprende affatto. Un lungo growleggiare e la ritmica è serrata, poi però Prophecy of infinity si placa, solo per poco: il finale è ancora ritmicamente dirompente. Decadenti armonie e vivacità cimiteriale, interminabili growl sepolcrali e visioni grigie e nebbiose: provate a sorridere ascoltando Infernal catastrophy, non ci riuscirete. Doom-oriented è, e quasi a sorpresa, The price of submission, ma i break death sono di una violenza estrema: in generale la melodia è arcana e gli arrangiamenti anche piuttosto complessi, quindi una song dal forte fascino, dalla notevole prensilità. Suoni ascensionali anticipano in Drowning in ignorance un death irruento, grezzo ma variegato; terminano ambientazioni tombali con tanto di temporale incupito da tuoni: da brividi, di esaltazione. L'eco dei Crimson Thorn è ben coglibile nell'attacco di Post mortem soul: un lungo silenzio ed un catacombale growl, l'ombra di morte si stende inevitabile. Il basso produce un giro sinistro, è la track più horrorifica dell'album. Il buio viaggio termina con la lunga Misfortuned at birth, sparata a tratti, ieratica e decadente in altri: nel finale dagli anfratti senza luce emergono un growl poi un scream, per quella che è la fase più elettrizzante e turbante di "Drowning In Flesh".

"They have lost direction. People of deception. / Lost in cheap philosophies, tradition, and demise. / Cursed beast of Hell who controls the world, / you will lose your grip on the unsaved. / Take my hate away, replace it with the love of Christ, eat away at my anger. / Take away my pain. God forgive my iniquities. Give me peace of mind" Liriche appassionate e ricche di concetti elaborati ed assai interessanti, un christian death style di "classe". Band imperdibile se amate il death cristiano: ovvio consigliarvi di getto "Sermon Decay", ma io anche a questo, conoscendolo, non rinuncerei mai.

Vaake

VOTO

83

 

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