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ENVYRA
Post-Human Orison   (Ep)
melodic death
2011 - self
(Italia)
www.myspace.com/enviral

 

Gli Envyra sono una nuova sorpresa del panorama christian metal italiano; fondati nel 2009 dai due potentini fratelli Smaldone, in ordine Mario alle parti di chitarra, basso e tastiera e Rocco a occuparsi di batteria e voce, vedono in "Post-Human Orison" il loro primo lavoro, un Ep di 6 tracce dalla non facile etichettatura stilistica, ma andiamo per ordine. Provenienti dalle ceneri degli Anthem, i fratelli Smaldone hanno cominciato alla stesura di questo progetto, forte di molteplici connubi stilistici: possiamo parlare di un death tecnico mescolato a parti talvolta heavy-doom e talvolta thrash, come possiamo benissimo parlare di dinamiche prog su una base death-gothic; sta di fatto che abbiamo un'impronta stilistica molto personale e multiforme attraversata da coordinate stilistiche provenienti da un po' tutti i cantoni del metal. Ai microfoni troviamo appunto l'alternanza tra i growl e le parti basse alla Peter Steele dello special guest "Mancan" (che non è un componente ufficiale della band) e il cantato pulito eseguito dal sovracitato Rocco, il quale esegue le timbriche più heavy-thrash.

"Post-Human Orison" è un disco incentrato sullo scenario apocalittico di un mondo che in preda a disastri e guerre (Surrounded by sin we forget our love ... Slaved by envy, hate and pride) necessita un ritorno alla redenzione divina (I'll search through the sands of time to find the eyes of my faith / Watch here ... is your life, save your heart from the night, forget the mistake, / watch in my soul, i take you through the way of the Lord); una costruzione lirica senz'altro molto interessante e convincente, e il connubio con lo stile creato direi che calza a pennello. L'attacco arpeggiato di Ethereal lake and abyss apre il disco introducendo melodicamente la più aggressiva partenza degli altri strumenti: ad un primo ascolto spicca subito il livello poco professionale di registrazione, suoni poco lavorati (in particolare quelli della batteria) e settaggio che forse avrebbe meritato un po' più di cure; ma vediamo l'aspetto compositivo, forte sicuramente di una efficace capacità di esecuzione dei due musicisti in questione, in particolare sul fronte chitarristico, ma a livello musicale spiccano ancora diverse incertezze. Si hanno episodi melodicamente interessanti come la più thrasher Reverse order nei cui intermezzi spiccano parti strumentali un po' alla Death di "The Sound Of Perseverance", oppure il ritornello powereggiante di The grip of wrath e l'attacco di State of war; ma nel complesso si ha una prevalenza di situazioni che attirano in maniera limitata l'attenzione sia dal punto di vista dinamico che da quello melodico, e il non molto alto livello di registrazione gioca la sua parte nel penalizzare un po' tutto.

Sicuramente un Ep d'esordio degno di questa dicitura, un primo lavoro che comunque realizzato a un livello di partenza fa sperare buone possibilità dall'alchimia della band, la quale comunque deve ancora lavorare per produrre lavori sostanziosi e decisi; ci aspettiamo quindi un eventuale ampliamento della line-up, nonché una maturazione di idee stilistiche che diano maggiore impatto, e che trovino migliore ispirazione e incanalamento tramite migliori produzioni. Per lo meno questo è quanto ci aspettiamo dai prossimi lavori, nel frattempo auguriamo a questa band di potersi fare ascoltare e proporre in giro il proprio materiale.

Francesco Romeggini

VOTO

56

 

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