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L'album d'esordio per la statunitense Eowyn (nome
reale assurto a monicker) ha uno stile molto lontano da quello che si
lancerà verso nuovi orizzonti musicali in "Identity", per
attraccare poi presso rive gothindustrial decisamente metallose con
l'appena uscito, peraltro spettacolare, "Silent
Screams". "Shattered Illusions" si muove invece su
coordinate alternative-pop, con puntate al nu in stile Evanescence
ma con anche qualche flirtata a momenti gotici, in stile The
Gathering. Le ritmiche strumentali sono ben eseguite nella loro
generale semplicità, con ampio uso di chitarre acustiche negli intro, e
più che altro accompagnano le sempre indovinate melodie vocali della
brava singer, leitmotiv portante di questa piacevole quanto poco
pretenziosa release.
A parte la debole sesta Abandon,
tutte le tracce si mantengono su discreti livelli, con gli afflati
melodici sempre protagonisti, buoni in episodi come I don't
understand e le due finali This time e So
faithful, fino a divenire appassionanti nell'intensa I
beed you come pure nell'orfica Break free. Gli
arrangiamenti più complessi e "alternative" risiedono nell'opener
Mirage, con tanto di buon strumentale finale, mentre le puntate
gotiche le troviamo nei registri vocali e nelle distese armoniche di
I'm ready, composizione che riporta a The Cranberries
ma anche The Gathering. La song più metallica - in senso nu, alla
Evanescence - è Take me away (I have seen that
riches will not lead to glory / I have found that I'm not always right.
/ I have felt lost, lost at times and even hopeless, / but right in time
you, you take my hand and carry me through. / You come and take me away
from the troubles that surround me. / You come and take me away from the
worries of this world. / You come and take me away from all I've seen
and all I've found true. / You come and take me in your arms, my Jesus),
tuttavia la palma di best track va alla semiballad violinistica
Hold me, il cui refrain effettato è davvero da brividi.
"I may be an independent artist, but I am not
independent from God". Il carattere testimoniante della musica
dell'artista statunitense è ben chiaro e tuttavia esposto in modo mai
banale: Gesù è la sola vera risposta a tutti i drammi esistenziali ed
intimistici che costantemente irrompono nel nostro quotidiano. Un disco
quindi che ha ben poco da dire a livello compositivo, che però ci
consegna, oltre a una forte testimonianza di fede, avvincenti melodie,
le quali si stendono determinate a non annoiare per tutta la track-list
del platter, e riescono tutto sommato in questo loro intento. Gli
Eowyn diverranno di qui a poco un gruppo metal, cosicché questo
esordio pop oriented pare preferiscano occultarlo, eppure è un lavoro
piacevole, sempre che venga preso con il giusto spirito - che non dev'essere
di certo metallico.
Vaake
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