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Finalmente. Ci sono voluti ben cinque album perchè questo
gruppo riuscisse ad esprimere appieno il proprio potenziale, sempre
limitato fin qui da una pessima produzione ("The Gate"), dal voler un poco strafare
perdendo in compattezza ("Papyrus") o dal voler rimanere ancorati al
sound della loro band di riferimento, i connazionali Angra (tutta la
discografia!): in "Epiphany" dunque lo stile si è fatto più
personale, la durata complessiva si è ridotta di molto a vantaggio
della facilità di ascolto e dell'alto livellamento complessivo del platter, e soprattutto la produzione, pulita e potente, è stavolta
di certo all'altezza della
situazione; viene da sé che il nuovo Eterna sia un gran bel disco.
Molto più heavy che in passato è la struttura dei brani, inoltre la
voce di Leandro Caçoilo qui raggiunge livelli davvero superbi. Sulla
qualità strumentistica del quintetto mai si erano nutriti dubbi, ma
ora tutto è eseguito egregiamente a favore dello sviluppo arrangiamentale corale. Non siamo
di fronte ad un capolavoro, molta più originalità servirebbe per
esserlo in ambito power, ma senza dubbio al cospetto di un buonissimo
disco.
Inserti
elettronici, robustezza sonora, break tirati, mid-tempos, parti
ragionate e l'immancabile refrain generano l'interessantissima opener e title-track
Epiphany. Seguono 45 secondi di persuasivi e sacrali
cori gregoriani che sono Kyrie (Intro), la quale prelude alla bella
Kyrie eleison, heavy possente con passaggi prog in cui spuntano
attimi malinconici e ricchi di pathos, nonchè un ottimo lungo
assolo, ma soprattutto l'appassionata prestazione vocale di Leandro,
sempre sugli scudi in questo album. Holy Spirit ha un inizio un po'
zoppicante, si fa poi catchy ma senza mai decollare dalla rampa di
lancio sulla quale sembrava porsi. Molto meglio il prog esplosivo, i riff granitici,
l'assolo prima effettato poi pulito e la varietà fonica del singer,
aggressiva ma anche acuta e sentita, della successiva Dead eyes.
Heavy-prog,
ma con cavalcate power stavolta, è anche la sesta Searching for
salvation. Eccoci arrivare a questo punto all'attesa ballad: la melodia di
I believe in love è indovinatissima, così come le note pianistiche e l'evocativo
solo; inutile dire che Leandro qui si scatena!, il refrain è da
brividi. La traccia emoziona.
Si apre con dolci ma tristi arpeggi di acustica la strumentale
After shadows, poi accompagnata dell'elettrica pulita: pochi atmosferici momenti
che introducono alla tirata power Power for the fools, brano
super dove ancora una volta emerge l'espressività e la varietà vocale del
già lodato frontman, e dove ben inseriti sono alcuni secondi di puro
prog. Hard life inizia heavy, per poi farsi più power-oriented:
bello è l'assolo, ma ad infiammare è di nuovo la calda e suadente
espressività di Leandro Caçoilo. Gran traccia power, sia
strumentalmente che, tanto per cambiare!, vocalmente è Final warning,
dove predomina la melodia ed il bel refrain. Dreams
è heavy possente e melodico dall'alta emotività e passione; chiude
Keep fighting dolcissima ballad. Lyrics sempre cattolicissime (una delle poche white band
apertamente cattoliche, la stragrande maggioranza è protestante) e ciò non
sorprende di certo al contrario dell'affascinante artwork, mai
in passato un punto di forza del combo brasiliano. Potrebbe bastare
rimanere su questi livelli in futuro, ma se si riuscisse a fare il
grande passo di una certa innovazione del sound e della proposta
allora avremmo proprio di che divertirci.
Vaake |