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The Gate
 
 

 

ETERNA
Epiphany
power
2004 - Encore Records
(Brasile)
www.eterna.com.br
 

Finalmente. Ci sono voluti ben cinque album perchè questo gruppo riuscisse ad esprimere appieno il proprio potenziale, sempre limitato fin qui da una pessima produzione ("The Gate"), dal voler un poco strafare perdendo in compattezza ("Papyrus") o dal voler rimanere ancorati al sound della loro band di riferimento, i connazionali Angra (tutta la discografia!): in "Epiphany" dunque lo stile si è fatto più personale, la durata complessiva si è ridotta di molto a vantaggio della facilità di ascolto e dell'alto livellamento complessivo del platter, e soprattutto la produzione, pulita e potente, è stavolta di certo all'altezza della situazione; viene da sé che il nuovo Eterna sia un gran bel disco. Molto più heavy che in passato è la struttura dei brani, inoltre la voce di Leandro Caçoilo qui raggiunge livelli davvero superbi. Sulla qualità strumentistica del quintetto mai si erano nutriti dubbi, ma ora tutto è eseguito egregiamente a favore dello sviluppo arrangiamentale corale. Non siamo di fronte ad un capolavoro, molta più originalità servirebbe per esserlo in ambito power, ma senza dubbio al cospetto di un buonissimo disco.

Inserti elettronici, robustezza sonora, break tirati, mid-tempos, parti ragionate e l'immancabile refrain generano l'interessantissima opener e title-track Epiphany. Seguono 45 secondi di persuasivi e sacrali cori gregoriani che sono Kyrie (Intro), la quale prelude alla bella Kyrie eleison, heavy possente con passaggi prog in cui spuntano attimi malinconici e ricchi di pathos, nonchè un ottimo lungo assolo, ma soprattutto l'appassionata prestazione vocale di Leandro, sempre sugli scudi in questo album. Holy Spirit ha un inizio un po' zoppicante, si fa poi catchy ma senza mai decollare dalla rampa di lancio sulla quale sembrava porsi. Molto meglio il prog esplosivo, i riff granitici, l'assolo prima effettato poi pulito e la varietà fonica del singer, aggressiva ma anche acuta e sentita, della successiva Dead eyes. Heavy-prog, ma con cavalcate power stavolta, è anche la sesta Searching for salvation. Eccoci arrivare a questo punto all'attesa ballad: la melodia di I believe in love è indovinatissima, così come le note pianistiche e l'evocativo solo; inutile dire che Leandro qui si scatena!, il refrain è da brividi. La traccia emoziona.

Si apre con dolci ma tristi arpeggi di acustica la strumentale After shadows, poi accompagnata dell'elettrica pulita: pochi atmosferici momenti che introducono alla tirata power Power for the fools, brano super dove ancora una volta emerge l'espressività e la varietà vocale del già lodato frontman, e dove ben inseriti sono alcuni secondi di puro prog. Hard life inizia heavy, per poi farsi più power-oriented: bello è l'assolo, ma ad infiammare è di nuovo la calda e suadente espressività di Leandro Caçoilo. Gran traccia power, sia strumentalmente che, tanto per cambiare!, vocalmente è Final warning, dove predomina la melodia ed il bel refrain. Dreams è heavy possente e melodico dall'alta emotività e passione; chiude Keep fighting dolcissima ballad. Lyrics sempre cattolicissime (una delle poche white band apertamente cattoliche, la stragrande maggioranza è protestante) e ciò non sorprende di certo al contrario dell'affascinante artwork, mai in passato un punto di forza del combo brasiliano. Potrebbe bastare rimanere su questi livelli in futuro, ma se si riuscisse a fare il grande passo di una certa innovazione del sound e della proposta allora avremmo proprio di che divertirci.

Vaake

VOTO

84

 

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