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I brasiliani
Eterna si ripresentano sulle scene, dopo il loro debut, con
"Papyrus". 11 tracce per ben 72 minuti, durata notevole se si
pensa che questo è un album speed power metal. La band si
contraddistingue da tutti gli altri gruppi appartenenti al panorama
white, prevalentemente di fede protestante, essendo uno dei pochi
esempi di rappresentanti del cattolicesimo. Le lyrics sono incentrate sulla fede e
l’amore per Dio come Mary’s Son e Resurrection,
ma sono anche attente ai problemi sociali: su tutti Working
man, Longevity, pensiero di un bambino mai
nato, la struggente The war is over e Social
sacrifice. Caratteristica
di questo gruppo è amalgamare le sonorità power con inserti prog,
ottimi e mai fuori luogo,
che esplodono particolarmente al termine di Corruption,
traccia di una grande carica, aperta da riff di tastiera di impatto. Da
sottolineare poi l’utilizzo di due vocalist, Alexandre Emanuel
Claudio (presente anche al basso) ed il batterista Danilo Lopes:
soprattutto la voce di quest’ultimo dà qualcosa in più per la sua
profondità e grinta. Il duo offre poi dei controcanti davvero
interessanti e praticamente presenti in tutto l’album ad esclusione
dell’ultima traccia. Alexandre e Danilo danno il meglio di sé
già dal primo brano Working man, dalle tipiche sonorità
speed, seguita dall’altrettanto carismatica Longevity,
dal ritmo incalzante e in cui degni di nota sono le tastiere ed il lavoro di Lopes alla batteria. In Mary’s Son,
dall’inizio epicheggiante e costruita su motivi orientaleggianti,
gli strumenti si pongono ottimamente in primo piano anche se
penalizzati da una produzione buona ma non eccezionale.
Si cambia
invece tono con la successiva, Da Pacem Domine, di ben
7:32 minuti introdotta da alcuni giri di basso e caratterizzata da
tipici riff heavy che danno al brano un ritmo più lento e cadenzato.
Si arriva così alla prima perla del lotto: la ballad The war is
over, sicuramente la più emozionante dell’album, aperta
da dolci note di piano su cui si inserisce poi la voce di Alexandre
che prima quasi sussurrando poi esplodendo in tutta la sua
malinconia è davvero da pelle d’oca. Con Eutanasia e
Social sacrifice si ritorna allo speed metal senza
mezzi termini. Di certo non aggiungono niente di nuovo ma sono
comunque apprezzabili per le belle melodie. Soprattutto in
quest’ultima, altra traccia di 7 minuti, sono da sottolineare
momenti epici, un bell’assolo ed il rullatone finale di Lopes. Resurrection,
in cui è soprendente la voce di Alexandre che raggiunge un tono
molto più profondo, fa da preambolo all’altra perla del disco rappresentata dalla title-track, Papyrus, costituita
da due parti: la prima è una sorta di intro che prepara, introdotta
da alcuni riff, alla seconda parte: maestosa per i suoi cori, profonda
per la voce graffiante di Lopes, dal ritmo lento e trascinante,
tastiere, assoli, ottimo songwriting. Davvero una gioia per i
timpani. A chiudere Flight recorder in cui c'è Alexandre alla voce, più graffiante che mai, che, con un ritmo in
crescendo, ci riporta a delle sonorità anni ’80.
Anche se gli
Eterna non inventano niente nell’affollato
panorama power, cercano comunque di distinguersi da altri gruppi
simili grazie alle frequenti parti prog ed al caratteristico uso del doppio vocalist. Non possono di certo
sfuggire a tutti gli amanti del genere.
Ilaria Ricci |