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Per concludere la discografia degli Angra
del white metal ci mancava solo il loro debut, ed eccolo qui, "Shema
Israel", album in cui la cristianità predicatoria della band emerge
in modo straripante fin dall'omonimo intro: "Shema Israel / Adonai eh
nouhe / Adonai ehab", ovvero il celebre versetto del Deuteronomio (6,4)
divenuto preghiera rituale (Ascolta Israele / il Signore nostro Dio / è
l'unico Signore). Di lì seguiranno liriche rigorosamente bibliche con
tutti i riferimenti scritturali ben specificati. Ottima quindi la
testimonianza di fede di questa band cattolica (caso molto raro
nell'universo christian metal), ma se iniziamo a parlare del discorso
musicale contenuto nel primo full-length degli Eterna i toni
precipitano in modo vertiginoso: ero davvero curioso di sentirlo, ma fin
da subito ci si accorge come questo sia un lavoro completamente da
dimenticare per i nostri, che comunque hanno dimostrato di averlo
utilizzato saggiamente per superare i propri errori. La produzione è
abbastanza modesta con suono ovattato, l'ispirazione di scrittura dei
pezzi non era proprio di casa, di melodie coinvolgenti non ne azzeccano
una, i due chitarristi si lanciano in virtuosismi fini a se stessi, i
brani sono interminabili e pleonastici...insomma, l'ascolto è stato
davvero pesante, francamente non vedevo l'ora finisse.
Eppure qualcosa da salvare c'è: la tecnica
chitarristica, la buona voce del singer principale (è spesso affiancato
da un secondo vocalist) dalla fin da allora interessante malleabilità,
varietà ed estensione tonale, ma ciò non basta di certo a farne un disco
di power metal che solo si avvicini ad un sufficiente standard
qualitativo. Power ma non solo, c'è anche qualche spruzzata progressiva
e molto heavy in questo platter, che più che gli Angra mi ricorda
maggiormente gli Helloween, ma in una loro sbiadita brutta copia.
Elementi da citare in questo disco che definire prolisso non rende
l'idea? Beh, il citato intro Shema Israel è solenne nei
suoi rintocchi di campana e coro a cappella; l'intensità complessiva
della discreta Lembra-te; le ilari cadenze e le
interpretazioni espressive quasi glam di Stay; la
semiballad armonizzata Agony, e davvero poco altro. La
traccia più riuscita del lotto è a mio avviso Piedade:
aperta da un apprezzabile lavoro chitarristico, propone una melodia più
trascinante del solito (ovvero desta almeno un po' di attenzione).
Che dire in definitiva: gli Eterna sono tra
i massimi esponenti della scena christian metal per quanto concerne il
power, il loro ultimo "Epiphany" è un bellissimo disco, ma
questo... Io che purtroppo mi ci sono imbattuto proverò a dimenticarlo,
voi invece che non avete subito questa sventura fuggitelo.
Vaake
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