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Più Metallica dei Metallica. Ovvero?! Un delizioso
aneddoto può dare spiegazione a quella che sembra essere un'affermazione
a dir poco azzardata se non "blasfema" nei confronti di una delle più
celebri e amate metal band di sempre, la quale però di
recente ha perso innumerevoli estimatori votandosi al commerciale. Nei vari siti di file-sharing anni fa girava una traccia intitolata Hunger che
veniva spacciata dove per un b-side dei Metallica, e dove invece
nientemeno che per una collaborazione tra Metallica e Megadeth; ma
poi è successo che qualcuno se ne sia accorto e la notizia ha fatto
(relativamente al suo peso specifico ovviamente) il giro del globo: come dicono
non senza un pizzico di comprensibile orgoglio i reali autori della
song sul
loro sito ufficiale, e come è rivelato ora anche su Metal-Archives,
Hunger
è in realtà non quanto fin ad allora creduto bensì la decima traccia
del debut album di una thrash band statunitense, si, i nostri
Eternal Decision! Oltre al lavoro strumentale dovete solo ascoltare per credere come la
voce di Joe Chambless assomigli incredibilmente a quella di James Hetfield.
Tutto il sound degli Eternal Decision rimanda a quello dei
primi Metallica, articolato, tecnico e molto molto robusto,
non disdegnando qualche rada apertura melodica, ma senza per questo
essere impersonali cloni del famoso combo. Questo omonimo debut si
dipana per ben 53 minuti suddivisi in dodici tracce senza eccessive
cadute di tono e dal songwriting sempre vario e ben strutturato. Il
suono di un cuore che pulsa e poi thrash, prima lento, poi più
celere, poi ancora esplosivo, con la suddetta voce roca e coretti:
è Risen, e gli Eternal Decision mettono subito
in chiaro che ci sanno fare, e molto bene. Un riffing martellante
stile Pantera caratterizza Power; The
search è invece introdotta da un bel giro di basso e qui il
settore chitarre produce riff imponenti, a tratti detonanti ad altri
poderosi: vi troviamo anche passaggi soffusi con una sapiente voce
rauca, cantato veloce in tipico stile thrash ed un bel solo, assoli
che sono di alta caratura in tutto il lavoro. Overflow
inizia stile show televisivo, poi oltre ad un crudo thrash propugna
un'accennata linea melodica, diversamente Things I say
lo fa con un più accattivante rintocco di campana, continuando poi
con soffuse melodie che si alternano ad un riffing robusto, il tutto
impreziosito da un ottimo assolo.
Bella è la seguente Fearless,
dove impazza a più riprese un turbato arpeggio e dove si impone un
buonissimo lavoro dei due chitarristi Cory Boatright e Tommy Torres.
Imminent destruction si avvia alla fine con un bell'assolo
prima a note alte poi basse seguito da riff rocciosi, ed è chiusa da
un'immane esplosione!, come da titolo del resto. Di un delirio
batteristico poi assecondato da granitici blocchi di riff è composta
la prima parte di Alive, traccia che però mai decolla.
Turn è all'insegna di un chorus molto catchy ed è
seguita dall'equivocata song di cui dicevamo sopra, Hunger,
anch'essa votata alla melodia grazie ad un appassionato refrain; da
evidenziare la marcata presenza di elettronica. Si torna al thrash
grezzo e marcio con C.T.G., termina questo
sorprendente (per gli amanti del genere) disco l'esplosiva
Stomping ground, anche veloce e tecnica, in cui rifulge un
apprezzabilissimo solo.
Una curiosità del disco è che uscì per la Cling con un coverart
di una bruttezza imbarazzante, ben presto rimpiazzato nella nuova
edizione del Cd con quella molto migliore (la potete vedere in alto)
della Godfather Records. A questo buonissimo lavoro ne seguiranno
altri due, ma l'effetto sorpresa di sentire i "Metallica"
lodare (con testi piuttosto semplici comunque) Cristo era tutto in
questo debut. "God
controls, I took Him in my soul. / The landscape of my mind Jesus
calls His home. / Think it odd? In my mind He trod. / My thoughts
are not my own, / they belong to God".
Vaake |