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Split-cd di puro grindcore underground, rilasciato
parallelamente in musicassetta con differente artwork, germogliato dalla
collaborazione tra il a noi noto moniker statunitense Eternal Mystery
e gli svizzeri Insomnia Isterica, già trattati nello "Split"
con i Vomitous Discharge (recensione a cui rimando per
approfondire la questione circa la loro appartenenza alla scena
cristiana). Abbiamo qui 19 tracce per una durata complessiva che di poco
sgarra la mezz'ora, dove se Eternal Mystery non dà affatto il
meglio di sé, sicuramente considerevoli sono di contro i progressi che
si registrano per il progetto Insomnia Isterica, nel frattempo
accresciutosi a quartetto.
Le prime dodici song sono di Broc Toney ed il suo
one man act. Lo avevamo lasciato al notevole full "The Ultimate Death
Sentence", più vecchio di solo qualche mese, lo ritroviamo ora in
pessima forma tra composizioni approssimative e sperimentazioni
frettolose, e una distorsione vocale davvero misera: se già nel lodato
full era il growl il fin troppo evidente tallone d'Achille, qui la
situazione precipita, aggravata per di più da concause. Tracce
ovviamente tra il breve e il brevissimo, oltre i due minuti troviamo
solamente la opener Feasting on ignorance, dove si salva
la buona drum machine, la quarta Is abuse a joke? (3:11),
la cui prima abbondante metà è una spoken-part di voce femminile che
riecheggia nel silenzio, e infine la ri-registrata closing song
Faithless belief, tra partiture doomy, grind tecnico, sfumati
stop'n'go, non a caso l'episodio migliore (ri)proposto da Broc. Discreta
è anche la settima The beast, che i due minuti li sfiora
soltanto, ma che risulta efficace nell'irruzione del grind sul parlato
distorto, soprattutto grazie al solito ben programmato drumming
elettronico. Lavoro che comunque è un passo falso, cui seguiranno l'Ep
"This Means War" e altri due split (con gli W. e i
Fleischwald), nei quali si spera il nostro sia tornato a correggere
il tiro. (Voto: 57)
Le tracks dalla 13 alla 19 vedono invece impegnato
l'ora quartetto svizzero ticinese, quindi di lingua prevalentemente
italiana, il che si riflette anche sulla stesura dei testi. Importanti
miglioramenti tecnici e di registrazione rispetto alle tre precedenti
uscite si notano fin dalla inaugurale Catering of human flesh,
dai suoni "puliti" e fortemente ombrati, dalla ritmica squassante sia
nei mid-tempo che nei break a gas aperto: il growl si intreccia con lo
scream dopo essersi mescolato con grida horrorifiche campionate, che
andranno anche a chiudere in solitario la lunga (3:33) composizione.
Poderoso il muro di suono generato nella gore Alla ricerca
dell'accesso per l'ascesso, la quale dopo aver disgustato a
sufficienza per compensare (?) innesta la nota composizione "Aggiungi un
posto a tavola", ripresa peraltro da uno spot televisivo italiano anni
addietro. Con Nervi siamo ad un passaggio debole della
prestazione degli Insomania Isterica: nonostante la presenza di
un intro sontuoso slowly e di un mood finale quasi black, l'esecuzione è
sporca e la registrazione scadente, sembrerebbe quasi un brano attinto
senza editing dai primi lavori. Si ritorna subito al livello dei
precedenti brani con Il meglio che date di voi: niente
("Il mondo è ingiusto" / e ci sguazzate come maiali / nel fango del
conformismo / che condite con la menzogna [...] / Ed è il gioco viziato
che portate sempre a termine / per sentirvi qualcuno e a posto con la
coscienza / Non credete che siete nel torto perché quel poco avete dato
/ per arricchire un vostro "status" ed è il meglio che avete dato),
ricca di accelerazioni che lasciano il segno. Tosto quanto terso il
gioco di serrati randellati e diveltenti alternati a rallentamenti in
Tossico (Droga - Il tuo modo di evadere da un mondo a cui hai
deciso di non partecipare / troppo vigliacco per combattere / troppo
stronzo per vomitare il tuo disprezzo / è più comodo alienarti nella tua
merda), seguono la triturante, fosca e vocalmente sperimentale
Mauro Pons is rock'n'roll, rifacimento di Saddam Hussein
is rock'n'roll dei Malignant Tumour, e infine
Griller, cover dei Patareni, dallo spirito country e dal
loop filomelodico, con anche qui sperimentazioni vocali che ricorrono
pure a coralità. Prova convincente indicativa di una progressiva
professionalizzazione in fieri. (Voto: 73)
"Split" dunque direi deludente nella prima
parte, a tratti persino esaltante nella seconda; il voto complessivo del
lavoro è ovviamente una semplice media aritmetica.
Vaake
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