|
Nella esigua e paradossalmente tacita realtà del
grind cristiano, un moniker emergente è quello degli Eternal Mystery,
solo project che risponde all'unico nome di Broc Toney, dalla Louisiana,
attivo anche in altri white metal act estremi come Harvester Of Souls
e Rehumanize. Il corpulento ragazzo con il suo alter ego
artistico Eternal Mystery giunge al terzo full-length, cui
seguiranno a breve l'Ep "This Means War" e ben quattro split-cd:
come da tradizione grind le tracce sono un'infinità, 33, tuttavia meno
corte del solito, tanto che l'album sfiora la considerevole durata (per
il genere) dei tre quarti d'ora. Questo perché Broc Toney se non brilla
come visionarietà - latitano un poco i canonici inserti filmici e
televisivi - è alquanto valido come musicista, ne deriva che le
strutture dei brani risultano varie ed piuttosto complesse, oltre che
discretamente lunghe. Molto buona è l'esecuzione, bene pure la
produzione, la cui sporca pulizia si può giovare di un sorprendente
utilizzo della drum machine.
Un anello debole della robusta catena che compatta
e rende ben solido il lavoro è il modesto growl, monocorde e piatto
nonostante l'effetto, peraltro invariato per tutto il disco, di un
leggero riverbero. Sarà anche perché conscio di ciò che il nostro fa
partecipare come guest alla registrazione due senatori del christian
grind, quali Gag dei Vomitous Discharge (nella traccia
Denial of truth) e Phil Diez di, tra gli altri, Encryptor
e Rehumanize, in War pt. 1, War pt. 2
e Standing firm: tuttavia la loro presenza non riesce
neanche a tamponare la sostanza del problema. Per il resto il disco
musicalmente fila che è un piacere, tra blastbeats triviali, clavate in
slam e partiture tecnicistiche, più rimandanti al brutal che al grind;
la venticinquesima (!) Cast into flams presenta persino un
certo groove, in conclusione troviamo anche una cover dei
Mortification, JGSH. Le liriche sono incentrate su
problematiche politiche focalizzate da un'ottica cristiana.
Questo "The Ultimate Death Sentence" è in
conclusione un lavoro ben valido, che sarebbe potuto essere ancora
migliore con della vocals all'altezza della parte strumentale.
Consigliato, ciononostante, non solo strettamente agli amanti del grind.
Vaake
|