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EVERGRACE
Demo
 
 

 

EVERGRACE
Evergrace
heavy
2006 - Ulterium Records
(Svezia)
www.myspace.com/evergraceswe

 

Il monicker lo fa senza troppo pudore, ma anche lo stile grafico del logo e della front cover del debut degli svedesi Evergrace rimanda inevitabilmente ai di certo più conosciuti e lodati connazionali Evergrey. Nonostante tale evidenza - non credo troppo stimolante per i metallers in disperata ricerca di nuovo - non abbiamo a che fare con una band clone, il sound del giovane sestetto da Edsbyn infatti mutua appena da quel big act per attingere piuttosto allo stile Nocturnal Rites, meno complesso a livello arrangiamentale e votavo per lo più all'attenzione per la melodia dei refrain, valorizzando, ciò facendo, la più che discreta ugola del singer Johan Falk sovente affiancata nei chorus da coralità in backing, a volte anche sovrapposte, altre in fraseggio con la lead vocal. Echi prog oriented comunque sia in questo disco appaiono, ma più a livello di mood (Fates Warning) che per tessitura ritmica e struttura compositiva, dove gli Evergrace in realtà non eccellono particolarmente. Anche lo stesso lavoro solistico a cura di Jon Bålefalk e David Ohlsson è piuttosto contenuto, ma tutto sommato anche complice una super produzione questo "Evergrace" è un album che riesce piacevole. 

The escape è polimorfa tra cadenze possenti e fasi di prog peso alternate a refrain ammiccanti, e colpisce, peccato però nel proseguo della tracklist non si varierà in modo sostanziale questo schema scritturale e le poche buone idee verranno spremute in modo eccessivo, col rischio di creare crisi di rigetto nell'astante "stressato" dal "solito" metal. Quanto a melodie coinvolgenti va segnalato il riuscitissimo refrain della seconda Life has just begun ma anche la linea armonica di World of nothingness e della testierosa dark, anche se dubbia in alcuni passaggi un po' forzati, Alive, il cui finale si prodiga in un down tempo dalle rade battute e dalla lunghe distorsioni. I momenti più aggressivi dell'album li propongono la grave e ruggente Plastic ideals e la pimpante ed adrenalinica Ulterior world, chitarristica, prima enfatica nella lead poi intrecciata in un sovrapporsi di doppia sette corde in solo. Johan Falk dà sfogo a tutta l'estensione vocale di cui è in possesso nella docile e rilassata I am You, mid tempo molto semplice costruito attorno alla armonie canore catchy. La partitura più power del lavoro è inserita nell'attacco di Enough is enough, terzo episodio della list, che è chiusa dall'immancabile ballad, I am sorry for You - Part II (Hold on), in cui effetti ambient, cenni acustici, piano e violino vanno a generare un fascinoso climax elegiaco, che si interrompe però bruscamente causa l'inattesa brevità del brano.

Album che liricamente trasuda cristianità da ogni poro ("All alone I go / I leave my sorrows / Falling from my own / Find Your way into my soul"; intenso e poetico è poi l'afflato escatologico espresso in Ulterior world) e che risulta musicalmente gradevole ma senza apici emozionali o sorprese di sorta: sinceramente mi è parso che gli Evergrace siano voluti andare sul sicuro con questa release, nel loro precedente Ep erano molto più spregiudicati e "osanti". Da questo ensemble scandinavo sono quindi molto propenso a ritenere che per il futuro si possano attendere frutti più prelibati.

Vaake

VOTO

74

 

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