|
Ottimo esordio per
la christian band canadese Excurses che giunge alla sua prima
fatica discografica nel 2003 con questo Ep auto prodotto. Il quintetto
canadese trova le sue origini nel black metal melodico, in stile
Cradle Of Filth, per poi evolversi in un personalissimo sound molto
tecnico e capace di unire in modo geniale sonorità death-thrash alle
atmosfere più oscure del black metal melodico. Tutte le cinque
tracce dai ritmi quasi sempre serrati e dai repentini cambi di sonorità,
costituiscono un album molto ben arrangiato e prodotto. Si passa dalle
più classiche atmosfere death a sound più oscuri in stile black con
formidabili stacchi thrash ereditati dai maestri Slayer e
Metallica. Veramente eccezionali sono le voci, un mix di toni
gutturali, dagli screaming più alti a growl molto bassi in pieno stile
Cradle Of Filth, che costituiscono a mio avviso uno dei maggiori
punti di forza degli Excurses.
Fuoco e fiamme in
apertura con l’energica Devil’s footprints, che parla
della caduta di Lucifero all’inferno. Tipica song di death-thrash
melodico vicina alle sonorità del death di stampo nord europeo. Nella
seconda traccia, Edom, le cui liriche fanno riferimento
all’ira di Dio narrata dal profeta Isaia, la scena acustica è dominata
dal sound tipicamente death, fermo restando gli emozionanti stacchi
thrash che a mio parere rendono il mood della band decisamente
accattivante. Si prosegue con Aurora, nelle stesso stile
death delle precedenti ma le cui sonorità thrash ricordano in modo non
troppo velato i primi Metallica. Con Ignorance of the lost
si ritorna alle origini black degli Excurses: atmosfere oscure in
stile Cradle Of Filth fanno da contorno all’eterna lotta tra il
bene ed il male, pena per la sconfitta, l’eterna dannazione. Giungendo
all’epilogo con Purification ritroviamo l’ormai
inconfondibile sound degli Excurses con le sonorità più melodiche
del death-thrash.
"Devil’s
Footprints" costituisce 22 minuti di metallo tecnico ed energico di
pregevole fattura che fa ben sperare per il futuro della band ed in
particolare per l’attesissimo full-length che ci auguriamo di poter
trovare fra gli scaffali dei negozi di dischi il più presto possibile.
Andrea Mennichelli |