|
Il secondo disco per i
colombiani Exegesis si presenta all’insegna di un unblack gothic
estremamente soft e melodico, le cui radici musicali affondano nei
Cradle Of Filth, certamente, ma anche Anorexia Nervosa,
Parakletos e finanche Marylin Manson. Quando si parla di band
sudamericane, in realtà, il gotico in senso stretto è molto
ridimensionato a favore di un più appropriato barocco, come riferimento
artistico. Tutto questo negli Exegesis è esasperato, nel bene e
nel male. Il cantato è in una suggestiva lingua madre, abbastanza
comprensibile anche a chi non conosce lo spagnolo. Essenzialmente sono
inni di gioia a Dio, ma anche battagliere dichiarazioni di guerra ai
suoi nemici.
La opener Ausencia
parte da armonie spettrali e poi diventa incredibilmente orpellata, con
continui rimandi al metal classico e melodico. Quindi tocca a
Corre, molto thrashy e con bei ma ripetitivi guitar solos,
costante, questa, di tutto il disco. Almas mecanicas cita
l’electrogoth e la chitarra solista continua ad imitare John Norum degli
Europe, in interpretazioni comunque riuscite. Condena
è rallentata, e ciclicamente si alternano recitato clean, screaming e
ascia solista; la successiva Despertar en la oscuridad ha
un refrain catchy, solos neoclassical/barocchi ed è prog in pieno
Dream Theater style. Anche Habitante sorprende per il
suo approccio superprogressivo. In No me rendire ci sono
le solite svisate soliste, di classe, che pian piano si alternano a vero
black melodico. Poi Dejavu: i nostri questa volta cadono
in manierismi molto stucchevoli e la song rappresenta ciò che un band
del genere dovrebbe evitare. Por sangre è a tratti una
cavalcata maideniana, a tratti psichedelica, qualche volta suggestiva,
spesso noiosa. Antes de morir ha un anthem da rock song
pitturata di unblack. Chiude Guerreros del rock, in cui
continua la commistione di elettronica e space rock, di fatto senza
aggiungere nulla.
Disco difficile da recensire, riesce al tempo stesso ad essere fresco e
spontaneo, ma anche eccessivamente ridondante e decorativo. Comunque a
questi giovani gli assi nella manica non mancano di certo.
Daniele E.
|