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EXEGESIS
Lagrimas De Sangre
 
 

 

EXEGESIS
Espiritu Artificial
extreme
2009 - Self
(Colombia)
www.myspace.com/exegesismetal

 

Il secondo disco per i colombiani Exegesis si presenta all’insegna di un unblack gothic estremamente soft e melodico, le cui radici musicali affondano nei Cradle Of Filth, certamente, ma anche Anorexia Nervosa, Parakletos e finanche Marylin Manson. Quando si parla di band sudamericane, in realtà, il gotico in senso stretto è molto ridimensionato a favore di un più appropriato barocco, come riferimento artistico. Tutto questo negli Exegesis è esasperato, nel bene e nel male. Il cantato è in una suggestiva lingua madre, abbastanza comprensibile anche a chi non conosce lo spagnolo. Essenzialmente sono inni di gioia a Dio, ma anche battagliere dichiarazioni di guerra ai suoi nemici.

La opener Ausencia parte da armonie spettrali e poi diventa incredibilmente orpellata, con continui rimandi al metal classico e melodico. Quindi tocca a Corre, molto thrashy e con bei ma ripetitivi guitar solos, costante, questa, di tutto il disco. Almas mecanicas cita l’electrogoth e la chitarra solista continua ad imitare John Norum degli Europe, in interpretazioni comunque riuscite. Condena è rallentata, e ciclicamente si alternano recitato clean, screaming e ascia solista; la successiva Despertar en la oscuridad ha un refrain catchy, solos neoclassical/barocchi ed è prog in pieno Dream Theater style. Anche Habitante sorprende per il suo approccio superprogressivo. In No me rendire ci sono le solite svisate soliste, di classe, che pian piano si alternano a vero black melodico. Poi Dejavu: i nostri questa volta cadono in manierismi molto stucchevoli e la song rappresenta ciò che un band del genere dovrebbe evitare. Por sangre è a tratti una cavalcata maideniana, a tratti psichedelica, qualche volta suggestiva, spesso noiosa. Antes de morir ha un anthem da rock song pitturata di unblack. Chiude Guerreros del rock, in cui continua la commistione di elettronica e space rock, di fatto senza aggiungere nulla.

Disco difficile da recensire, riesce al tempo stesso ad essere fresco e spontaneo, ma anche eccessivamente ridondante e decorativo. Comunque a questi giovani gli assi nella manica non mancano di certo.

Daniele E.

VOTO

78

 

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