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Davvero accattivante la proposta degli Exegesis, che con
l’album "Lagrimas De Sangre" si pongono sulla linea di confine tra
tecnicismi progressive ed elementi più marcatamente extreme oriented. Fin dalla prima traccia
Valle de sombras, dalla durata di ben 13 minuti, i
nostri si dilettano con complicati e virtuosi arrangiamenti melodici
conditi da una sezione ritmica ben più violenta di quella che di solito
vediamo accompagnata ad un progetto di tale minuziosa fattura
progressive, ed il tutto ultimato da un non ottimo ma comunque pregnante
scream. Sapienti fade in tastieristici conducono nel cuore delle tracce, dove velocità e tecnicismo degli assoli di chitarra firmano ogni
volta brani completi e coerenti, il tutto sorretto da una batteria che sa
decisamente il fatto suo.
A mio parere è spesso impresa ardua scavalcare l’enorme
fortezza di assoli barocchi per andare alla ricerca di un messaggio più
profondo, ma è anche possibile che lo scopo della band sia piuttosto
quello di creare ed impreziosire tale fortezza, fatta non per essere
oltrepassata ma ammirata, con l’auspicio che tale ammirazione conduca gli
animi a porgere lo sguardo e l’attenzione a Qualcosa di ben più alto
della musica in sé. Inoltre aggiungerei che per quanto i musicisti in questione
si sforzino di rendere un prodotto bello e accattivante
oggettivamente,l a loro soggettività emerge in ogni caso, come anche mi
sembra emerga dal raffinato artwork, dove due donne-cyber incastonano
come una pietra preziosa tra le loro mani un enigmatico
occhio, sorreggendolo o mettendolo in cattività tra le loro
braccia?, porgendolo all’ascoltatore o riponendolo nelle segrete di un
oscuro mondo?
Insomma la sapiente e toccante immagine che oltre
all’accuratezza e alla particolarità può nascondere mille significati, mi
sembra poter essere un’ottima metafora per l’album, dove la ricerca
dell’arrangiamento perfetto e dello stile senza macchia potrebbero stare
lì a rivestire come un manto una travolgente interiorità. In effetti, se dovessi descrivere in una parola l’intero
album, utilizzerei certamente l’aggettivo "travolgente", dato che durante
tutto l’ascolto non ci si ritrova mai arenati in momenti morti, o
quantomeno di respiro; è questo un album ideato interamente in
fortissimo, da ascoltare tutto d’un fiato per rimanere, per
l’appunto, travolti.
Francesca Pezza
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