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EXORCIST
Exorcist
industrial
2008 - Unik-El Records
(Russia)
www.myspace.com/exorcisttv

 

Per chi non disdegna l’industrial goth, vi presentiamo questa nuova band, di cui sappiamo solo le poche informazioni estrapolate dal loro space: russi, hanno registrato questo loro primo full-length nel 2008 tra la Russia, la Germania e gli Stati Uniti. Il loro è un gruppo molto numeroso: troviamo il singer Nikita Dgigurda, l’ex-leading singer e curatore dei testi Hieromonch Vladimir (in arte Gusev), la vocalist Viktoria Unikel che si è occupata anche della produzione, delle musiche e del violoncello, le chitarre di Evgeniy "Weldor" Zaitsev e di Evgeniy Fedosuk, la batteria di Vadim Sudarikov, il basso di Dmitriy Lihner e i cori di Victoria Tihomirova; infine, cosa ovvia per tutti i gruppi industrial, curano moltissimo la loro immagine dentro e fuori il palco, regalando live di tutto rispetto. Almeno, così pare.

Iniziamo subito con O, heavenly King, che si apre con la voce profonda e inquietante di Nikita Dgigurda; il ritornello dai chiari tratti lirici, è molto particolare e ricco di espressività. L’uso del synth da parte dei gruppi industrial come quello che siamo proponendo, è una costante, ma gli Exorcist non si sono limitati, anzi hanno saputo armonizzare il lirico con i riff più aggressivi e grintosi delle guitars, il down-bass in low motion con l’elettronica pura, le liriche gothic con il Sacro. Visto che sono ben undici le song contenute in questo lavoro e data la prolissità di esse, metteremo in evidenza quelle che sono i tratti distintivi di questo disco ricco di virtuosità interpretative, come quella proposta alla chiusura di O angel of Christ, in cui il soprano mantiene una lunga nota acuta, o l’acid jazz che si mescola ai cori popolari di Homo sovieticus. Dal titolo interessante, Remove the idol, ben si confà al ritmo portato, che ricorda più appropriatamente antiche processioni di Santi; scelta più azzeccata non poteva esserci. Invece He will sembra essere uscita da un film underground, ve la indichiamo come il pezzo più cupo di tutto il disco; infine, è da segnalare assolutamente The exorcist: tensione mantenuta dalle note basse, gioco di voci tra la solista Viktoria Unikel e il coro, il tutto creato per metterci davanti ad una scelta ben precisa, Dio o Satana?

Gli Exorcist si presentano come un gruppo molto preparato musicalmente parlando, e dalle liriche profonde; la scelta di incidere una versione in inglese di quest’album, sicuramente gioverà al gruppo russo, specialmente in termini di fans; difatti, sarebbe già dovuta essere pronta la versione anglosassone dell’album per la fine del 2008. Li troveremo, chissà, in giro per il mondo, per ora accontentiamoci di ascoltare quest’ottimo lavoro.

Roberta Cannone

VOTO

78

 

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