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EXOUSIA
Welcome To The Kingdom Of Light
unblack
2001 - Alcance Subterraneo Producciones
(Messico)
www.myspace.com/exousiaband

 

Facessimo tra le unblack band un ranking del grado di zelo di fede e passione i messicani Exousia occuperebbero una delle piazze altissime. Facendone però un discorso musicale del prodotto generato nel complesso allora le cose cambiano un bel po'. Già a partire dalla qualità del booklet e delle stampe si nota come l’underground label Alcance Subterraneo non riesca appieno a realizzare, nonostante alcune buone idee grafiche, materiale pienamente professionale; ma questo passi pure, gran parte del movimento christian metal estremo è caratterizzato dalla impossibilità di investire grosse somme. Più grave è invece la mediocrità della produzione, con un suono che risulta piuttosto lontano e troppo impastato. Peccato perché i sette ragazzi sono tutti notevoli musicisti, in particolare il chitarrista Carlos Osnaya capace di a volte funambolici a volte squisiti e caldi assoli. Altra pecca evidente di "Welcome To The Kingdom Of Light" è uno screaming poco graffiante ed acuto che oltretutto, causa la sua piattezza, alla lunga stufa se non addirittura infastidisce. Se a ciò aggiungiamo una certa ripetitività compositiva allora questo disco è proprio mediocre? No.

Come dicevo il livello tecnico strumentale dei singoli componenti è obiettivamente considerevole, ed a ciò va aggiunto che la band è estremamente ispirata nel creare momenti atmosferici dark davvero emozionanti: esempio principe è la traccia finale Bebed mi sangre, un gothic di piano e passionevole voce femminile a cui non ci si può non commuovere. Momenti melodico-malinconici molto pervasivi li troviamo anche in Extreme love, nella title-track Welcom to the kingdom of light e nella opener Eterna dimension, a mio avviso la migliore canzone della list. Per il resto la band si muove su un black melodico mai troppo pesante e tirato, con una impostazione fortememte chitarristica data la notevole bravura del citato Osnaya. Tutte le canzone sono di buon livello ad eccezione di Puedes confiar, dove un brutto cantato thrash ed uno sviluppo compositivo poco azzeccato va a rovinare la presenza di un bellissimo solo.

Le lyrics esprimono una fede cristiana profondissima; nel booklet di 16 pagine tutte le canzoni cantate in spagnolo hanno anche la traduzione inglese e sotto ognuna vengono citati i passi Scritturali a cui la band ha fatto riferimento nel metter su i testi (cosa peraltro che molto usuale all’interno del movimento white metal). Questo è, tirando le somme, un lavoro che presenta indubbiamente difetti ma che ha in sé anche altrettanti pregi e spunti di notevole interesse: non mi sento certo di consigliarlo a tutti, ma da molti potrebbe anche essere non poco apprezzato.

Vaake

VOTO

76

 

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