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Facessimo tra le unblack band un ranking del
grado di zelo di fede e passione i messicani Exousia
occuperebbero una delle piazze altissime. Facendone però un discorso
musicale del prodotto generato nel complesso allora le cose cambiano un bel po'. Già a partire dalla qualità del booklet e delle stampe si nota
come l’underground label Alcance Subterraneo non riesca appieno a
realizzare, nonostante alcune buone idee grafiche, materiale
pienamente professionale; ma questo passi pure, gran parte del
movimento christian metal estremo è caratterizzato dalla
impossibilità di investire grosse somme. Più grave è invece la
mediocrità della produzione, con un suono che risulta piuttosto
lontano e troppo impastato. Peccato perché i sette ragazzi sono
tutti notevoli musicisti, in particolare il chitarrista Carlos
Osnaya capace di a volte funambolici a volte squisiti e caldi assoli.
Altra pecca evidente di "Welcome To The Kingdom Of Light" è
uno screaming poco graffiante ed acuto che oltretutto, causa la sua
piattezza, alla lunga
stufa se non addirittura infastidisce. Se a ciò aggiungiamo una
certa ripetitività compositiva allora questo disco è proprio
mediocre? No.
Come dicevo il livello tecnico strumentale
dei singoli componenti è obiettivamente considerevole, ed a ciò va aggiunto che la band è
estremamente ispirata nel creare momenti atmosferici dark davvero
emozionanti: esempio principe è la traccia finale Bebed mi
sangre, un gothic di piano e passionevole voce femminile a
cui non ci si può non commuovere. Momenti melodico-malinconici molto
pervasivi li troviamo anche in Extreme love, nella
title-track Welcom to the kingdom of light e nella
opener Eterna dimension, a mio avviso la migliore
canzone della list. Per il resto la band si muove su un black
melodico mai troppo pesante e tirato, con una impostazione
fortememte chitarristica data la notevole bravura del citato Osnaya.
Tutte le canzone sono di buon livello ad eccezione di
Puedes confiar, dove un brutto cantato thrash ed uno
sviluppo compositivo poco azzeccato va a rovinare la presenza di un
bellissimo solo.
Le lyrics esprimono una fede cristiana
profondissima; nel booklet di 16 pagine tutte le canzoni cantate in
spagnolo hanno anche la traduzione inglese e sotto ognuna vengono
citati i passi Scritturali a cui la band ha fatto riferimento nel
metter su i testi (cosa peraltro che molto usuale all’interno
del movimento white metal). Questo è, tirando le somme, un lavoro che
presenta indubbiamente difetti ma che ha in sé anche
altrettanti pregi e spunti di notevole interesse: non mi sento certo
di consigliarlo a tutti, ma da molti potrebbe anche essere non poco apprezzato.
Vaake
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