|
Una delle più convincenti uscite dei
talentuosissimi ma purtroppo incompiuti - la band pare sia sull'orlo
dello scioglimento, ammesso che non l'abbia già oltrepassato - norvegesi
Extol, a mio avviso è stata questo Ep, prodotto dalla EndTime a
cavallo fra la prima e la seconda edizione di "Undeceived",
avvenute l'una per mano della Solid State e l'altra per quelle della
potente secolare Century Media. Limitato a quattro tracce "Paralysis"
convince davvero, privo di punti deboli che non siano la sua stessa
brevità (15 minuti), la quale se gli permette di aggirare le ridondanze
quasi pleonastiche di "Synergy" e la ondivaga eterogeneità di "Undeceived"
tuttavia diviene anche limite intrinseco che non lo può porre al di
sopra di lavori che hanno avuto il coraggio, e il conseguente rischio,
del full-length.
Dicevamo della seconda edizione di "Undeceived"
perpetrata dalla Century Media, ebbene le due bonus lì presenti sono
attinte proprio da questo Ep, bonus in realtà già proposte in alcune
versioni limitate dell'edizione del 2000: si tratta di un'ottima cover
dei christian thrasher Believer, Shadow of death,
interpretata in modo possente e viscerale, e la notevole Human
frailtie's grave (With You by my side / The safely directly
journey / In me, around me, Your presence / Enriches, creates, gives
life / You offer completeness / You are hope), pezzo che si sviluppa tra
docilità eteree e spoken parts, passando per un feroce death progressivo
con screaming filtrato. Brani questi in "Paralysis" piazzati
rispettivamente come terzo e quarto, le inedite perle del Cd sono dunque
poste in apertura, divise ma in realtà scritturalmente prive di
soluzione di continuità. Inizia Paralysis con un'asfittica
ascensione noise sotto la quale si erge un loop oscuro; per un attimo il
sound si pulisce, per esplodere distruttivo technical extreme di
pregevole fatture esecutiva. Solo l'irrompere dello screaming di Peter
Espevoll ci rende possibile percepire si sia passati ad un nuovo
episodio, in realtà naturale proseguo del predecessore: è Your
beauty divine (Faithful Father / Teach me how to avoid stumbling
through live / Change me once again / Reveal Your presence, diminish my
ego / Draw me closer / Let me taste Your Beauty Divine / Into Your
fathom / Clease my eyes so I can see / Your trusting love's perfection)
canzone semplicemente meravigliosa, forse persino il più bel brano mai
scritto dall'act scandinavo: devastante ed ultratecnica, gli innesti di
solennità doom e di pathos oscuro sono impreziositi da un lavoro
percussionistico eccezionale.
Ep questo da non perdere assolutamente, Your
beauty divine da sola varrebbe già tutti i soldi dell'acquisto e
della spedizione, ma se poi consideriamo che le restanti tracce non sono
di certo mero contorno...
Vaake
|