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EXTOL
Paralysis   (Ep)
extreme
2001 - EndTime Productions
(Norvegia)
www.myspace.com/extol

 

Una delle più convincenti uscite dei talentuosissimi ma purtroppo incompiuti - la band pare sia sull'orlo dello scioglimento, ammesso che non l'abbia già oltrepassato - norvegesi Extol, a mio avviso è stata questo Ep, prodotto dalla EndTime a cavallo fra la prima e la seconda edizione di "Undeceived", avvenute l'una per mano della Solid State e l'altra per quelle della potente secolare Century Media. Limitato a quattro tracce "Paralysis" convince davvero, privo di punti deboli che non siano la sua stessa brevità (15 minuti), la quale se gli permette di aggirare le ridondanze quasi pleonastiche di "Synergy" e la ondivaga eterogeneità di "Undeceived" tuttavia diviene anche limite intrinseco che non lo può porre al di sopra di lavori che hanno avuto il coraggio, e il conseguente rischio, del full-length.

Dicevamo della seconda edizione di "Undeceived" perpetrata dalla Century Media, ebbene le due bonus lì presenti sono attinte proprio da questo Ep, bonus in realtà già proposte in alcune versioni limitate dell'edizione del 2000: si tratta di un'ottima cover dei christian thrasher Believer, Shadow of death, interpretata in modo possente e viscerale, e la notevole Human frailtie's grave (With You by my side / The safely directly journey / In me, around me, Your presence / Enriches, creates, gives life / You offer completeness / You are hope), pezzo che si sviluppa tra docilità eteree e spoken parts, passando per un feroce death progressivo con screaming filtrato. Brani questi in "Paralysis" piazzati rispettivamente come terzo e quarto, le inedite perle del Cd sono dunque poste in apertura, divise ma in realtà scritturalmente prive di soluzione di continuità. Inizia Paralysis con un'asfittica ascensione noise sotto la quale si erge un loop oscuro; per un attimo il sound si pulisce, per esplodere distruttivo technical extreme di pregevole fatture esecutiva. Solo l'irrompere dello screaming di Peter Espevoll ci rende possibile percepire si sia passati ad un nuovo episodio, in realtà naturale proseguo del predecessore: è Your beauty divine (Faithful Father / Teach me how to avoid stumbling through live / Change me once again / Reveal Your presence, diminish my ego / Draw me closer / Let me taste Your Beauty Divine / Into Your fathom / Clease my eyes so I can see / Your trusting love's perfection) canzone semplicemente meravigliosa, forse persino il più bel brano mai scritto dall'act scandinavo: devastante ed ultratecnica, gli innesti di solennità doom e di pathos oscuro sono impreziositi da un lavoro percussionistico eccezionale.

Ep questo da non perdere assolutamente, Your beauty divine da sola varrebbe già tutti i soldi dell'acquisto e della spedizione, ma se poi consideriamo che le restanti tracce non sono di certo mero contorno...

Vaake

VOTO

85

 

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