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I Soldati Della Croce
 
INTERVISTA
2/4/2005
 
 

 

EXULTET
Constantinopolis   (Ep)
extreme
2008 - Self
(Italia)
www.myspace.com/exultet

 

Avevamo lasciato gli Exultet due anni fa con l’uscita di "Requiem For A Dream", lavoro che riproponeva i primi passi del duo Farz e Argoth. Li ritroviamo ora con questo ottimo lavoro intitolato "Costantinopolis": il demo in questione narra la caduta della capitale dell’Impero Romano d’Oriente nel 1453 e riprende per le tematiche espresse e per le sonorità "Urbs Felix", il loro demo d’esordio.

Le melodie intessono epici ricami mediorientali e folkeggianti su una base di black sinfonico accompagnato da calzanti inserti tastieristici. Il concept si snoda lungo cinque brani per un totale di 25 minuti in cui si viene immersi in pieno medioevo all’alba dell’assedio mortale di Costantinopoli. Il primo brano è strumentale: i colori si fanno vieppiù limpidi, la nebbia si dissolve, respiriamo la tesa atmosfera che precede la battaglia attraverso melodie suadenti che lentamente e in un crescendo quasi frenetico di ritmo ci catapultano tra spade che si incrociano, sangue, urla e cavalli. Balza subito all’orecchio una produzione non eccellente che però non disturba eccessivamente, anzi, diviene quasi un punto di forza. Sottolineiamo inoltre la scelta di cantare in italiano, che non può non essere apprezzata. Entriamo nel vivo del disco con Mehmet il conquistatore: il riffing, il pungente scream di Farz e le melodie tastieristiche raggiungono una perfetta fusione con le sonorità orientaleggianti. Si “sente” oramai l’approssimarsi della caduta della città e la vittoria del condottiero turco. Costantinopolis è il terzo brano: si continua la narrazione della battaglia. A circa metà della composizione si inserisce un atmosferico intermezzo in cui sembra realmente di essere sotto le mura della capitale e che fa da preludio ad un’esplosione di suoni e di epicità, favorita da un potente scream. Arriviamo alla perla di questo demo: Allah humana: ad aprire un suggestivo arpeggio che tornerà nel proseguo del brano, seguito da adrenalinici riff con diversi cambi di ritmo, fatti di accelerazioni improvvise e parti maggiormente atmosferiche e folcheggianti. Siamo giunti all’epilogo: Costantinopoli costretta in una morsa mortale cade. L’Impero Romano cessa così di esistere.

Una nota particolare la merita il booklet: qui vengono narrate le gesta di Mehmet il conquistatore, la disfatta dei cinquemila soldati assediati nella città, guidati dal capitano di ventura genovese Giovanni Giustiniani Longo e la caduta dell’Impero Romano d’Oriente, contornate dalle splendide incisioni di Gustave Dorè. Al termine di questo breve ma intensissimo demo, terzo lavoro del gruppo, ritorniamo alla realtà ancora un po’ frastornati ma consapevoli di avere tra le mani un’opera dal notevole valore. Attendiamo così ora con trepidazione il loro prossimo disco che, a quanto ci ha detto Farz nell’intervista pubblicata sul sito poco più di un anno fa, sarà un concept sull’Apocallisse di Giovanni. Vista l’indubbia qualità dei brani che propongono, auguriamo a Farz e Argoth di trovare al più presto una label che li metta sotto contratto.

Ilaria Ricci

VOTO

88

 

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