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Avevamo lasciato
gli Exultet due anni fa con l’uscita di "Requiem For A Dream",
lavoro che riproponeva i primi passi del duo Farz e Argoth. Li
ritroviamo ora con questo ottimo lavoro intitolato "Costantinopolis":
il demo in questione narra la caduta della capitale dell’Impero Romano
d’Oriente nel 1453 e riprende per le tematiche espresse e per le
sonorità "Urbs Felix", il loro demo d’esordio.
Le melodie
intessono epici ricami mediorientali e folkeggianti su una base di black
sinfonico accompagnato da calzanti inserti tastieristici. Il concept si
snoda lungo cinque brani per un totale di 25 minuti in cui si viene
immersi in pieno medioevo all’alba dell’assedio mortale di
Costantinopoli. Il primo brano è strumentale: i colori si fanno vieppiù
limpidi, la nebbia si dissolve, respiriamo la tesa atmosfera che precede
la battaglia attraverso melodie suadenti che lentamente e in un
crescendo quasi frenetico di ritmo ci catapultano tra spade che si
incrociano, sangue, urla e cavalli. Balza subito all’orecchio una
produzione non eccellente che però non disturba eccessivamente, anzi,
diviene quasi un punto di forza. Sottolineiamo inoltre la scelta di
cantare in italiano, che non può non essere apprezzata. Entriamo nel
vivo del disco con Mehmet il conquistatore: il riffing, il
pungente scream di Farz e le melodie tastieristiche raggiungono una
perfetta fusione con le sonorità orientaleggianti. Si “sente” oramai
l’approssimarsi della caduta della città e la vittoria del condottiero
turco. Costantinopolis è il terzo brano: si continua la
narrazione della battaglia. A circa metà della composizione si inserisce
un atmosferico intermezzo in cui sembra realmente di essere sotto le
mura della capitale e che fa da preludio ad un’esplosione di suoni e di
epicità, favorita da un potente scream. Arriviamo alla perla di questo
demo: Allah humana: ad aprire un suggestivo arpeggio che
tornerà nel proseguo del brano, seguito da adrenalinici riff con diversi
cambi di ritmo, fatti di accelerazioni improvvise e parti maggiormente
atmosferiche e folcheggianti. Siamo giunti all’epilogo: Costantinopoli
costretta in una morsa mortale cade. L’Impero Romano cessa così di
esistere.
Una nota
particolare la merita il booklet: qui vengono narrate le gesta di Mehmet
il conquistatore, la disfatta dei cinquemila soldati assediati nella
città, guidati dal capitano di ventura genovese Giovanni Giustiniani
Longo e la caduta dell’Impero Romano d’Oriente, contornate dalle
splendide incisioni di Gustave Dorè. Al termine di questo breve ma
intensissimo demo, terzo lavoro del gruppo, ritorniamo alla realtà
ancora un po’ frastornati ma consapevoli di avere tra le mani un’opera
dal notevole valore. Attendiamo così ora con trepidazione il loro
prossimo disco che, a quanto ci ha detto Farz nell’intervista pubblicata
sul sito poco più di un anno fa, sarà un concept sull’Apocallisse di
Giovanni. Vista l’indubbia qualità dei brani che propongono, auguriamo a
Farz e Argoth di trovare al più presto una label che li metta sotto
contratto.
Ilaria Ricci
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