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FIRE THRONE
Day Of Darkness And Blackness (2008)
 
 

 

FIRE THRONE
Day Of Darkness And Blackness
unblack
2005 - Self / 2006 - Son Of Man Records
(Polonia)
www.myspace.com/throneofire

 

Progetto sorto dall'unione di due one man band polacchi, Abdijah ed Elgibbor, che qui prendono i nomi di Unblasphemer, il quale si prodiga in drums e vocals, e Fire, sezione chitarre e, anch'egli, microfono. L'album, "Day Of Darkness And Blackness", è il loro debut ed è stato edito della unblack label Son Of Man Records nel 2005, ma poi riproposto rimasterizzato ed avvolto ora da una nuova e professionale veste grafica con l'aggiunta di 4 tracce di un precedente demo, il 6 giugno 2006...ossia 6/6/6, e questo ovviamente in senso di provocazione, basti far riferimento al titolo per coglierne il motivo: il crush-evil e l'antisatanismo oltranzista sono infatti il marchi di fabbrica di questi grezzi e triviali crociati di Cristo.

Il sound è un furioso e primigenio black metal dal ragionato songwriting, in più esaltato da partiture epiche e frequenti inserti di ambient da guerre campali fatte di duelli di lame e cavalcate. L'opener di tutto ciò è Nadchodzi lew, screaming ruggente e vorticosità ancestrale, i suoni sono cupi e profondi, l'angoscia è implementata da un buio e sontuoso passaggio doom. Echi di guerra nella feroce e plumbea Upadl w Babilon, il cui rallentamento centrale dilaga le tenebre ed i cui ruggiti turbano, echi che si presentano anche in apertura della seguente From rot to suffer, viscerale e mitragliante: non la ridesta in ciò una chitarra che prova a portare un bagliore di chiarore, invano. Fasi ariose in realtà fanno capolino anche The rising sun will be darkened, song a tratti dalla ritmica asfittica, con lontane urla: la guerra è nella fase decisiva. E qualcosa è successo perché Immortal eternal triumphator si presenta con polifonie solenni ed un epico mood, pur nella totale devastazione del break centrale. Guerresca ed enfatica è anche The day of coming destruction and darkness, ed ancor più Holocaustfirestorm che però si fa lenta, angosciosa, sanguinante...lo scream è lontano e lancia urla di dolore: l'appeal di questa traccia è clamoroso! Arriviamo così a Going to war che pervade con un'ambientazione chiaramente infernale, preludio di una tracotante esplosione di blastbeats e chitarre roboanti. Il finale è ieratico, ed in questo ridondante e suggestivo: è la final track Sorrow in my heart.

Per tutti gli unblacksters che odiano rabbiosamente Satana, la sua scia di dolore e tragedia sul mondo ed il suo disegno di perversione ultraterreno, e che, in questa prospettiva, hanno guardato piuttosto di malo modo il 6 giugno 2006... Se siete dunque tra costoro, be', allora sfogatevi pure con i Fire Throne!

Valerio Mei

VOTO

76

 

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