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Quando mi è arrivato
questo Cd ero cosciente del fatto di dovermi imbattere in goregrind
interessante ma…accidenti!!, non pensavo certamente di trovarmi ad
esplodere e cominciare a muovere il mio corpo in un modo così scatenato.
Andiamo però per ordine; la copertina non è certo molto in stile gore,
se non che ricorda minimamente qualcosina degli Haemmorhage; la
fattura è semplice, autoprodotta (DIY rules!), ma molto ben curata. Una
volta inserito il disco nello stereo si comincia a godere.
L’intro di
Regurgitation of demons è un esorcismo bello e buono. Parte poi
la musichetta di intrattenimento...grindcore fighissimo! Chitarre
distorte e ribassate al punto giusto, ritmiche trascinanti e blastbeats
a profusione. Non parliamo poi dei grugniti classicamente gore che fanno
venire un certo languorino allo stomaco per banchetti cannibalici di
insulsa provenienza. In the heart Of God parte secca,
violenta, una piccola pausa e poi via. L’inciso molto punk (leggasi punc
all’italiana) è a dir poco trascinante. 1:02 di goduria e sbattimento
plastico a livello cerebrale da perdere una colonia neuronale nativa
intera. Tocca a Where is your daughter?:
bel titolo dai significati molto penetranti ed interessanti…
Anche qui piccola intro da film e poi pogo grind e blastbeat
cattivissimo. È impressionante il potere trascinante che emana fino ad
adesso 'sto disco! Passiamo oltre. Già sentita una cover? Beh
certamente! Solitamente un artista che ne vuole coverizzare un altro
sceglie una canzone particolare, di impatto, di una certa importanza.
Ebbene il caro José ha scelto un pezzo dei mitici Vomitorial
Corpulence. Il fatto interessante è che questa canzoncina dura ben
00:05 (meglio usare le parentesi… 5 secondi!) Il pezzo in questione è
One question & one answer che ricordo recita: "The answer to
life is... GOD!". Che dire? Figata un’altra volta! Siamo ormai giunti a
metà disco e sono già passati ben 4:13… Andiamo avanti! La quinta
traccia è Provider of love. È forse una delle canzoni più
variegate e melodiche, davvero divertente e potente con quel blastbeat
ritmato. Senza nemmeno rendersene conto si passa a The sin eater.
Qui arriviamo a rasentare il tappeto sonoro completo; il noise prende il
sopravvento e ce ne compiacciamo. Giunti ormai verso la fine ci aspetta
una traccia di ben 9:58. Troppi, decisamente troppi! E non mi sbaglio…
La canzone in questione è Screams in the darkness. Molto
interessante ed eloquente la intro. Poi è solo grind marcio e noise a
profusione per poco più di un minuto. Il fantasmagorico fantasma
formaggino prende le redini per 7 minutini scarsi e ci ritroviamo
nuovamente nel bel mezzo del gore. Certo che vivere così è davvero bello
e mai noioso!
Piccole note che ho
deciso di tenere per la chiusura. Flactorophia è un progetto one
man band dell’Ecuador portato avanti da José. Il simpatico amico usa
drum machine, il che potrebbe allontanare molti dall’ascolto. Ebbene,
sono rimasto sbalordito dalla sapienza con cui ha usato questo strumento
digitalizzato; non avevo mai sentito una drum machine programmata così
bene e che non dà tanto fastidio, quindi non abbiate paura. È divertente
scrivere le recensioni in prima persona. Solo quando si parla di gore…
In definitiva un ottimo inizio! Non resta che aspettare i prossimi
lavori e tenere un po' di spazio nello stomaco per i banchetti di gore
che ancora ci attendono.
Attilio Rizzoli |