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FLACTOROPHIA
Redemption Of The Flesh   (Ep)
gore
2006 - Self
(Ecuador)
www.myspace.com/flactorophia

 

Quando mi è arrivato questo Cd ero cosciente del fatto di dovermi imbattere in goregrind interessante ma…accidenti!!, non pensavo certamente di trovarmi ad esplodere e cominciare a muovere il mio corpo in un modo così scatenato. Andiamo però per ordine; la copertina non è certo molto in stile gore, se non che ricorda minimamente qualcosina degli Haemmorhage; la fattura è semplice, autoprodotta (DIY rules!), ma molto ben curata. Una volta inserito il disco nello stereo si comincia a godere.

L’intro di Regurgitation of demons è un esorcismo bello e buono. Parte poi la musichetta di intrattenimento...grindcore fighissimo! Chitarre distorte e ribassate al punto giusto, ritmiche trascinanti e blastbeats a profusione. Non parliamo poi dei grugniti classicamente gore che fanno venire un certo languorino allo stomaco per banchetti cannibalici di insulsa provenienza. In the heart Of God parte secca, violenta, una piccola pausa e poi via. L’inciso molto punk (leggasi punc all’italiana) è a dir poco trascinante. 1:02 di goduria e sbattimento plastico a livello cerebrale da perdere una colonia neuronale nativa intera. Tocca a Where is your daughter?: bel titolo dai significati molto penetranti ed interessanti… Anche qui piccola intro da film e poi pogo grind e blastbeat cattivissimo. È impressionante il potere trascinante che emana fino ad adesso 'sto disco! Passiamo oltre. Già sentita una cover? Beh certamente! Solitamente un artista che ne vuole coverizzare un altro sceglie una canzone particolare, di impatto, di una certa importanza. Ebbene il caro José ha scelto un pezzo dei mitici Vomitorial Corpulence. Il fatto interessante è che questa canzoncina dura ben 00:05 (meglio usare le parentesi… 5 secondi!) Il pezzo in questione è One question & one answer che ricordo recita: "The answer to life is... GOD!". Che dire? Figata un’altra volta! Siamo ormai giunti a metà disco e sono già passati ben 4:13… Andiamo avanti! La quinta traccia è Provider of love. È forse una delle canzoni più variegate e melodiche, davvero divertente e potente con quel blastbeat ritmato. Senza nemmeno rendersene conto si passa a The sin eater. Qui arriviamo a rasentare il tappeto sonoro completo; il noise prende il sopravvento e ce ne compiacciamo. Giunti ormai verso la fine ci aspetta una traccia di ben 9:58. Troppi, decisamente troppi! E non mi sbaglio… La canzone in questione è Screams in the darkness. Molto interessante ed eloquente la intro. Poi è solo grind marcio e noise a profusione per poco più di un minuto. Il fantasmagorico fantasma formaggino prende le redini per 7 minutini scarsi e ci ritroviamo nuovamente nel bel mezzo del gore. Certo che vivere così è davvero bello e mai noioso!

Piccole note che ho deciso di tenere per la chiusura. Flactorophia è un progetto one man band dell’Ecuador portato avanti da José. Il simpatico amico usa drum machine, il che potrebbe allontanare molti dall’ascolto. Ebbene, sono rimasto sbalordito dalla sapienza con cui ha usato questo strumento digitalizzato; non avevo mai sentito una drum machine programmata così bene e che non dà tanto fastidio, quindi non abbiate paura. È divertente scrivere le recensioni in prima persona. Solo quando si parla di gore… In definitiva un ottimo inizio! Non resta che aspettare i prossimi lavori e tenere un po' di spazio nello stomaco per i banchetti di gore che ancora ci attendono.

Attilio Rizzoli

VOTO

80

 

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