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FLAGSHIP
Maiden Voyage
prog
2005 - Rivel Records
(Svezia)
www.flagship.se

 

Progetto nato dalla collaborazione tra i membri dei Narnia Linus Kase (tastiere) e Christian Rivel (voce), Flagship è un sodalizio artistico che coinvolge anche guest star come l’ex Kansas Kerry Livgren, e che propone un solido prog / pomp rock di notevole melodicità. Lo stile si ispira parecchio a gruppi come Queen per quanto riguarda le linee vocali e i cori, e a Styx e Kansas per quanto concerne le linee melodiche, anche se è mantenuta una certa originalità compositiva soprattutto nelle sezioni più progressive. Il songwriting comunque è ottimo, i brani non sono mai dotati di strutture banali e viene giustamente messa in luce la tastiera di Kase, che in diversi momenti si trova sugli scudi con assoli ben ragionati, tecnici e molto melodici. Le canzoni sono di media-lunga durata e articolate in più momenti in cui si alternano canoni differenti, peraltro ben collegati fra loro e spesso dotati di notevole "groove". L’impiego di melodie "catchy" non è però fine a se stesso, appunto perché inserito in un contesto complesso e ricco di elementi prog.

Per quanto riguarda le linee vocali ho notato un’alternanza di prestazioni da parte di Rivel, che non sempre mette la giusta energia dietro al microfono, forse alla ricerca di maggiore pathos ma che tuttavia "stona" con lo stile della parte strumentale: mi riferisco in particolar modo al cantato di Heart is the center, che avrebbe forse voluto una voce più solida e piena. Ciò nonostante l’ottima scelta delle backup vocals e dei cori riesce a mantenere il tono di questo e degli altri brani decisamente sopra le righe, mentre sempre ottima è la sezione ritmica e quella solistica. Meritevole di menzione è Ground zero, traccia che si sviluppa attorno all’assolo di Kerry Livgren e che vede anche Per Hallman guest nelle vocals. Questo brano è ricco di atmosfera e di carisma, meritevole l’ottimo arrangiamento e, in questo caso, l’ottima prova vocale del duo Hallman-Rivel.

In conclusione possiamo parlare di un buon album, dalla melodia immediata ma ricercata, caratteristica questa ormai rara e segno di grande competenza, talento e professionalità. Ciò che non lo rende un capolavoro è che si sarebbe potuto "osare di più" e arricchire di maggior sostanza un suono che a volte privilegia troppo la solistica (ottima) di Kase a scapito delle chitarre di Grimmark, aggiungendo anche più decisione sulle linee vocali. Sono sicuro che i Flagship sapranno presto riproporsi con un disco che sfrutti a pieno le loro notevoli potenzialità tecniche e compositive.

Marco Gandini

VOTO

78

 

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