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FLASKAVSAE
Philosophies
 
DARK PROCESSION - FLASKAVSAE
Requiem IV
 
FLASKAVSAE  -  LIGHT SHALL PREVAIL
Split
 
 

 

FLASKAVSAE
Celestial
unblack
2005 - Self / 2007 - Milkweed Records
(USA)
www.myspace.com/flaskavsae

 

Quello che ho tra le mani è il disco d’esordio di uno dei progetti più affascinanti di tutto il metallo estremo, e non solo white: Flaskavsae. Costui, perché di one man band si tratta, ha inciso solchi che rimarranno veramente nella storia del genere per caos musicale e suggestione, il tutto in una salsa filosofico-cristiana di grande interesse. Lavori come "Philosophies" o lo split con Light Shall Prevail, sono ineluttabilmente destinati a non piacere a molti, ed uso un eufemismo, ma il loro spessore artistico, innovativo e coinvolgente, non ha certo lasciato indifferente chi si è avventurato nell’ascolto. Giusto per dare una vaghissima idea, si può dire che il nostro è certamente influenzato da Xasthur e Darkthrone, ma per la legge ecologica delle proprietà emergenti, il risultato ottenuto è certamente maggiore della somma delle parti.

Il primo assalto, Rock of celestiia, mette subito le cose in chiaro. Brusio intermittente, voce lacerata ed effettatissima, distorsioni e compressioni sulle chitarre che lasciano senza fiato, drum machine sciamanica. Su tutto, paradossalmente, emerge una dis-armonia da spiritual post-apocalittico. Il disco prosegue con Without war: anche qui l’impronta darkthroniana è forte, seppur espansa ad un livello ulteriore. Si rallenta con Raised by fire, l’atmosfera è, se possibile, ancor più cupa ed opprimente. La successiva Lucid intervals ritorna a pigiare sull’acceleratore introducendo tuttavia impressionanti sospensioni. Siamo alla title-track, altro pezzo mistico ed ipnotico, particolarmente riuscito. Cambia poco con Blood for their idols, ma nel finale si intravede la direzione seguita successivamente da Flaskavsae ed altri unblackster (Agathothodion in primis). Scivola decisamente verso il drone Mythos unseen, e si chiude con The clouds shall cover: brusii, stridii ed atmosfere più unblack.

Istruzioni per l’uso: inutile e dannoso ascoltare tutte le canzoni di fila…si rischierebbe l’overburn. Meglio prendere l’opera "cum grano salis". Apprezzerà soltanto, in ogni caso, chi ama camminare sulla lama del rasoio. Costoro rammentino che è uno di quei dischi che cambiano la vita, anche se per poco tempo.

Daniele E.

VOTO

86

 

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