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Flaskavsae e W.S.
(mastermind di Light Shall Prevail e mille altri progetti),
rappresentano senza ombra di dubbio le punte più avanzate nell’unblack
avanguardistico più estremo e futuristico. Nel movimento white
difficile, anzi impossibile, trovare un suono più duro ed ostico. Anche
in questo split, confermano e, per certi versi accentuano, tali
caratteri. Melodia pressoché assente quindi, nel viaggio tormentoso che
ci attende.
Per quanto riguarda le prime quattro tracce, quelle dei Flaskavsae,
si assiste ad un ritorno ai suoi primi lavori: brusio di sottofondo,
atmosfera cupa ed astratta, voce confusa sullo sfondo. In …to
never speak again, compaiono degli strani riff tastieristici,
dal sapore mediorientaleggiante. Quello che sorprende è invece quanto
proposto da Wavy S., che nei suoi side project (Agathothodion,
Wrathful Plague, With Fire, Light Shall Prevail,
Darkdark, Glaciial, quest'ultimo condiviso con Flaskavsae),
aveva decisamente dimostrato una propensione alla ricerca musicale, ma
che stavolta batte il compagno di Split in quanto ad avanguardismo.
Presenta synth inquietanti con un mood talmente veloce ed artificiale da
presentare parentele con la Ebm e la technorave (si ascoltino
Metaphysical Quest e Petitioning The Heavens, ad esempio, se
il paragone sembra peregrino). Light Shall Prevail conclude con
The coming endtimes, lunga suite che sconfina nell’ambient
più tetro.
Conferma per i livelli assoluti cui ci hanno abituati i Flaskavsae,
anche se stavolta il nostro osa un po’ di meno. Coraggiosissimo ma a
tratti fin troppo velleitario il suo partner musicale. Disco
estremamente interessante, ma, fatalmente, per pochi ascoltatori.
Daniele E.
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