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I Flyleaf nascono nel
2002 in Texas sotto il monicker di Passerby. Dopo tre Ep, il
gruppo decide di cambiare nome in Flyleaf e di registrare il suo
primo full-length per la Octone Records, sicuramente uno degli album
white più di successo degli ultimi tempi, avendo vinto il disco di
platino per le vendite, ed arrivando alla cinquantasettesima posizione
nella Top 200 della Billboard (che non è una cosetta da nulla).
Apre il disco I’m so sick con un bel basso distorto e le
vocals dolci e ipnotiche di Lacey Mosley, per poi esplodere in scream e
chitarre distorte in stile grunge. Con questo pezzo il gruppo fa bella
mostra delle sue capacità, creando un sound che può far gola sia a chi
ama musica più leggera e commerciale, sia a chi ama quella un po' più
pesante. Segue Fully alive, forse il brano più
appariscente dell’opera, contenendo un ritornello che difficilmente
lascerà la vostra testa; forse l’unica pecca sta nella solista che
appare verso la metà e che lascia scombussolato l’ascoltatore nel cambio
completo di dinamica della song; niente di allarmante però. Passiamo ora
a Perfect, brano orientato verso il punk, niente male. Con
la successiva Cassie si passa a qualcosa di maggiormente
complesso sia musicalmente che testualmente: musicalmente la traccia è
tra le più aggressive, quanto ai testi, parlano di una ragazza di nome
Cassie Bernall, che fu uccisa da uno sparo in una scuola dopo che
l'assassino le chiese se credeva in Dio, e lei rispose affermativamente.
Davvero toccante. Melodica è la seguente Sorrow, che
rallenta l’andatura del disco, senza tuttavia guastarla. Molto bella è
anche I’m sorry, più andante delle precedenti, con un bel
groove e una bellissima melodia orecchiabile. Si passa ora al quarto
singolo, All around me, che è una power ballad, lenta
all’inizio e grintosa sul ritornello. Red sam invece è tra
le mie preferite, avendo un arrangiamento chitarristico differente dal
resto del platter, e un ritornello che incorpora anche una seconda voce
maschile, il che rende la canzone diversa e distinguibile. Notevole
anche la seguente ballad There for you, che fa da calmante
e da preparazione a Breath today, maggiormente aggressiva.
Conclude la dolce So I thought, che chiude benissimo
questo buon platter.
Sicuramente non brillerà di fantasia, ma come album è notevolmente
fresco e ricco di buoni spunti. Se siete amanti di musica moderna, o
solamente state cercando un disco non eccessivamente pesante ma con
della grinta, allora il debutto dei Flyleaf è il disco che fa per
voi.
Christopher Warman
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