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FLYLEAF
Flyleaf
alternative
2005 - Octone Records
(USA)
www.myspace.com/flyleaf

 

I Flyleaf nascono nel 2002 in Texas sotto il monicker di Passerby. Dopo tre Ep, il gruppo decide di cambiare nome in Flyleaf e di registrare il suo primo full-length per la Octone Records, sicuramente uno degli album white più di successo degli ultimi tempi, avendo vinto il disco di platino per le vendite, ed arrivando alla cinquantasettesima posizione nella Top 200 della Billboard (che non è una cosetta da nulla).

Apre il disco I’m so sick con un bel basso distorto e le vocals dolci e ipnotiche di Lacey Mosley, per poi esplodere in scream e chitarre distorte in stile grunge. Con questo pezzo il gruppo fa bella mostra delle sue capacità, creando un sound che può far gola sia a chi ama musica più leggera e commerciale, sia a chi ama quella un po' più pesante. Segue Fully alive, forse il brano più appariscente dell’opera, contenendo un ritornello che difficilmente lascerà la vostra testa; forse l’unica pecca sta nella solista che appare verso la metà e che lascia scombussolato l’ascoltatore nel cambio completo di dinamica della song; niente di allarmante però. Passiamo ora a Perfect, brano orientato verso il punk, niente male. Con la successiva Cassie si passa a qualcosa di maggiormente complesso sia musicalmente che testualmente: musicalmente la traccia è tra le più aggressive, quanto ai testi, parlano di una ragazza di nome Cassie Bernall, che fu uccisa da uno sparo in una scuola dopo che l'assassino le chiese se credeva in Dio, e lei rispose affermativamente. Davvero toccante. Melodica è la seguente Sorrow, che rallenta l’andatura del disco, senza tuttavia guastarla. Molto bella è anche I’m sorry, più andante delle precedenti, con un bel groove e una bellissima melodia orecchiabile. Si passa ora al quarto singolo, All around me, che è una power ballad, lenta all’inizio e grintosa sul ritornello. Red sam invece è tra le mie preferite, avendo un arrangiamento chitarristico differente dal resto del platter, e un ritornello che incorpora anche una seconda voce maschile, il che rende la canzone diversa e distinguibile. Notevole anche la seguente ballad There for you, che fa da calmante e da preparazione a Breath today, maggiormente aggressiva. Conclude la dolce So I thought, che chiude benissimo questo buon platter.

Sicuramente non brillerà di fantasia, ma come album è notevolmente fresco e ricco di buoni spunti. Se siete amanti di musica moderna, o solamente state cercando un disco non eccessivamente pesante ma con della grinta, allora il debutto dei Flyleaf è il disco che fa per voi.

Christopher Warman

VOTO

83

 

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