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FOR TODAY
Ekklesia
 
FOR TODAY
Breaker
 
 

 

FOR TODAY
Portraits
deathcore
2009 - Facedown Records
(USA)
www.myspace.com/fortoday

 

Se l’intenzione del quintetto americano era quello di stupirci, allora hanno raggiunto splendidamente il loro scopo. "Portraits" è il secondo full-length della band For Today: ci dimostra palesemente quanto sia possibile migliorarsi nella vita. L’album si apre con un intro (Immanuel – The challenger) di una potenza indescrivibile, grazie al potente growl del vocalist Mattie Montgomery (il quale annuncia solennemente le parole dette dal Cristo nel Vangelo: "Repent or Perish") e della straordinaria bravura tecnica della band in generale. Questo intro di 45 secondi apre la strada alla canzone che più merita, a mio avviso, di tutto l’album, sia a livello musicale sia a livello tematico (rappresenta una coraggiosa e meravigliosa professione di fede): Saul of Tarsus – The messenger. Anche in questo caso la band non si smentisce: si nota una grande bravura tecnica, da tutti i punti di vista, e un salto di qualità non indifferente rispetto il precedente album "Ekklesia" (2008). Il duetto dei chitarristi (che si sovrappongono in delle scale mozzafiato) durante il verso principale del brano, lo porta avanti fino al primo breakdown, che, come si dice in gergo, spacca di brutto… E così l’intreccio tra growl e scream del nostro Mattie sfociano nella parte conclusiva della canzone, molto più melodica rispetto al resto di essa, quasi fosse un omaggio finale a Dio: "God, my Father, reign".

I brani che seguono (Nicodemus – The seeker e Joel – The watchman) rimangono più o meno sulla stessa linea, forse avvicinandosi un po’ di più al death, ma, specialmente Joel – The watchman, hanno la incredibile capacità di trasmettere pura energia ed adrenalina. Arriviamo dunque alla canzone che più si distanzia dal resto del Cd: Immanuel – The redeemer (registrata con Joe Musten degli Advent), che si caratterizza per il suo passaggio dall’inizio, che potremmo definire "punkeggiante", al bridge, estremamente deathcore, e al suo ritorno, nella parte finale, al tema iniziale della canzone. La traccia successiva, Elijah – The forerunner, ci porta direttamente alla canzone solo strumentale, Benedictus – Song of Zechariah (sullo stile del brano instrumental all’interno di "Ekklesia"), descrivibile con una sola parola: meravigliosa. La sua resa così emotiva è dovuta anche alla partecipazione di Dustie Waring (dei Between The Buried And Me) nel ruolo di chitarra solista. Ma ecco che questa pace infinita viene rotta da un’altra delle migliori canzoni in assoluto dell’album (e a mio parere di tutto il repertorio dei For Today in generale), Ezekiel – The visionary. La voce di Mattie riesce sempre a stupirci, la canzone è quasi un climax ascendente che raggiunge la propria vetta con la paradisiaca voce di Ryan Leitru (chitarrista, clean vocals e compositore della band) che ci regala una atmosfera "dell’altro mondo". Ci avviamo verso la fine. La penultima traccia è Isaiah – The willing, la cosa che più colpisce è sicuramente il sound così particolare, caratterizzato da tempi pazzeschi fatti con batteria e chitarra in contrapposizione alla lieve melodia suonata dalla seconda chitarra, il tutto contornato dal potente growl di Mattie, il quale riesce incredibilmente ad essere sempre diretto con i suoi testi. In particolare questa song, può essere definita assolutamente come una semi-preghiera, che apre la via all’ultima canzone dell’album: Talmidim – The servants. Chi ascoltasse questa canzone distaccata dal resto dell’album, non riconoscerebbe mai i For Today… non contiene chitarre distorte, doppio pedale che ci propone tempi micidiali, o growl e scream… tutt’altro, è cantata interamente da Ryan (Mattie interviene due volte: la prima volta legge un passo tratto dal libro profetico di Ezechiele; la seconda cerca, a parole sue, di trasmetterci la sua fede, attraverso una vera e propria predicazione). Una canzone che riesce a commuovere e trasmettere una pace interiore non indifferente… una preghiera.

Con questo album il quintetto è riuscito a dare il meglio di sé. Decisamente migliore rispetto al precedente, da tutti i punti di vista. Di questo passo sono destinati ad avere un gran futuro nell’ambito del deathcore, cristiano e non… Indubbiamente comunque i For Today sono uno dei gruppi di punta di questa specifica branca del white metal, e devo ammettere che riescono sempre, in un modo o nell’altro, a stupire.

Salvatore Garasto

VOTO

85

 

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