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Se l’intenzione del quintetto americano era quello
di stupirci, allora hanno raggiunto splendidamente il loro scopo.
"Portraits" è il secondo full-length della band For Today: ci dimostra
palesemente quanto sia possibile migliorarsi nella vita.
L’album si apre con un intro (Immanuel – The challenger) di una potenza
indescrivibile, grazie al potente growl del vocalist Mattie Montgomery
(il quale annuncia solennemente le parole dette dal Cristo nel Vangelo:
"Repent or Perish") e della straordinaria bravura tecnica della band in
generale. Questo intro di 45 secondi apre la strada alla canzone che più
merita, a mio avviso, di tutto l’album, sia a livello musicale sia a
livello tematico (rappresenta una coraggiosa e meravigliosa professione
di fede): Saul of Tarsus – The messenger. Anche in questo caso la band
non si smentisce: si nota una grande bravura tecnica, da tutti i punti
di vista, e un salto di qualità non indifferente rispetto il precedente
album "Ekklesia" (2008). Il duetto dei chitarristi (che si sovrappongono
in delle scale mozzafiato) durante il verso principale del brano, lo
porta avanti fino al primo breakdown, che, come si dice in gergo,
spacca di brutto… E così l’intreccio tra growl e scream del nostro Mattie sfociano nella parte conclusiva della canzone, molto più melodica
rispetto al resto di essa, quasi fosse un omaggio finale a Dio: "God, my
Father, reign".
I brani che seguono (Nicodemus – The seeker
e Joel – The watchman) rimangono più o meno sulla stessa
linea, forse avvicinandosi un po’ di più al death, ma, specialmente
Joel – The watchman, hanno la incredibile capacità di
trasmettere pura energia ed adrenalina. Arriviamo dunque alla canzone
che più si distanzia dal resto del Cd: Immanuel – The redeemer
(registrata con Joe Musten degli Advent), che si caratterizza per
il suo passaggio dall’inizio, che potremmo definire "punkeggiante", al
bridge, estremamente deathcore, e al suo ritorno, nella parte finale, al
tema iniziale della canzone. La traccia successiva, Elijah – The
forerunner, ci porta direttamente alla canzone solo strumentale,
Benedictus – Song of Zechariah (sullo stile del brano
instrumental all’interno di "Ekklesia"), descrivibile con una
sola parola: meravigliosa. La sua resa così emotiva è dovuta anche alla
partecipazione di Dustie Waring (dei Between The Buried And Me)
nel ruolo di chitarra solista. Ma ecco che questa pace infinita viene
rotta da un’altra delle migliori canzoni in assoluto dell’album (e a mio
parere di tutto il repertorio dei For Today in generale),
Ezekiel – The visionary. La voce di Mattie riesce sempre a
stupirci, la canzone è quasi un climax ascendente che raggiunge la
propria vetta con la paradisiaca voce di Ryan Leitru (chitarrista, clean
vocals e compositore della band) che ci regala una atmosfera "dell’altro
mondo". Ci avviamo verso la fine. La penultima traccia è Isaiah –
The willing, la cosa che più colpisce è sicuramente il sound
così particolare, caratterizzato da tempi pazzeschi fatti con batteria e
chitarra in contrapposizione alla lieve melodia suonata dalla seconda
chitarra, il tutto contornato dal potente growl di Mattie, il quale
riesce incredibilmente ad essere sempre diretto con i suoi testi. In
particolare questa song, può essere definita assolutamente come una
semi-preghiera, che apre la via all’ultima canzone dell’album:
Talmidim – The servants. Chi ascoltasse questa canzone
distaccata dal resto dell’album, non riconoscerebbe mai i For Today…
non contiene chitarre distorte, doppio pedale che ci propone tempi
micidiali, o growl e scream… tutt’altro, è cantata interamente da Ryan (Mattie
interviene due volte: la prima volta legge un passo tratto dal libro
profetico di Ezechiele; la seconda cerca, a parole sue, di trasmetterci
la sua fede, attraverso una vera e propria predicazione). Una canzone
che riesce a commuovere e trasmettere una pace interiore non
indifferente… una preghiera.
Con questo album il quintetto è riuscito a dare il meglio di sé.
Decisamente migliore rispetto al precedente, da tutti i punti di
vista. Di questo passo sono destinati ad avere un gran futuro
nell’ambito del deathcore, cristiano e non… Indubbiamente comunque i
For Today sono uno dei gruppi di punta di questa specifica branca
del white metal, e devo ammettere che riescono sempre, in un modo o
nell’altro, a stupire.
Salvatore Garasto
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