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FORSAKEN
Dominaeon
doom
2005 - Golden Lake Productions
(Malta)
www.myspace.com/forsakenmalta

 

"Dominaeon" è l’ultima fatica dei Forsaken, band non molto conosciuta nell’ambito christian metal, che con questo full-length raggiunge quota quattro nel personale ruolino di marcia. Il disco tratta in modo ampio di tematiche cristiane (The abscondant God, Dominaeon, Blood of the Son, Resurgam) e lo fa in modo personale e, a tratti, singolare. Il sound è ciò che stupisce maggiormente, perché connubio di diversi stili e sottogeneri, difficilmente proposti in un unico magico calderone. Il sound generale si sostanzia in un heavy metal old style, fatto di chitarre distorte, brani lunghi e strofe intervallate da potenti riff, il tutto condito da una voce che, pur potendosi inquadrare in un classico stile power/heavy, ha dei gradevoli sprazzi growl. A sorprendere, in un generale clima "heavy", è la parte ritmica: Simeon Gatt, dietro le pelli anche nei precedenti lavori del quartetto maltese, condisce i brani di cadenzate e massicce staffilate doom metal; un incedere teutonico, tenebroso e, certamente, poco heavy.

Il risultato sono dei potenti e veloci riff di chitarra che si innalzano sì verso il cielo, ma sostenuti non da una potente doppia cassa o dal frenetico battere dei piatti, ma da una lenta, massiccia ed apocalittica batteria doom. Il mix, sinceramente, lascia a tratti un po' perplessi; l’album va ascoltato più volte perché il classico fan dell’heavy possa ben apprezzare i lunghi ed "atmosferici" intro di chitarra clean, nonché le lente progressioni che portano l’ascoltatore al cuore "metallico" del brano. Allo stesso modo, solo dopo un’audizione attenta e ponderata, l’amante del doom metal, può riuscire a far sue le sonorità alte e squillanti della voce di Leo Stivala, nonché i potenti riff chitarristici che intervallano ed accompagnano il tema dei pezzi.

Nel complesso un album coraggioso, che presenta un sound inusuale ma non sgradevole; un disco assolutamente non adatto agli amanti dei "classici" ma tranquillamente consigliabile ad orecchie dedite alle sperimentazioni e alle commistioni musicali. Un buon disco, insomma, che necessita, però, di un ascolto attento, riflessivo e non "mordi e fuggi", un disco da "capire" e sicuramente non di impatto immediato.

Luca Sileni

VOTO

78

 

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