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Dopo una lunga
assenza, causata anche dalla prematura scomparsa del chitarrista Daniel
Magri, i maltesi Forsaken tornarono in auge con questo piccolo
gioiello di soli 35 minuti: un Ep di tutto rispetto! Leo Stivala alla
voce, Sean Vukovic alle chitarre, Albert Bell al basso, Simeon Gatt alla
batteria e Mario Ellul alla tastiera ci regalarono un assaggio di quello
che sarà poi, il bellissimo disco successivo "Anima Mundi": un
misto di partiture goth, riff heavy e growl appena accennato, alla
ricerca di un sound personale che non implichi i soliti riferimenti a
quel gruppo o a quel vocalist.
Partiamo con la
tenebrosa
Where angels have
fallen '02,
la cui intro cupa è sovrastata da riff in low motion e piatti; proprio
le chitarre ci regalano un piccolo assaggio di prodezze; la voce clean
di Stivala comincia a lasciare spazio al growl dall’ultimo verso del
ritornello fino a tutto il bridge, in cui ci sussurra: "In death, I died,
where no white Saviour came"; le tastiere, infine, reggono un coro di
sottofondo che dona quel tocco di oscurità al pezzo. Ancora un solo di
guitar superbo.
Via crucis (The
way of the cross)
è una delicata song aperta dalla chitarra classica e dalla voce angelica
del soprano, più down non si può! Il refrain del pezzo è sostenuto dal
piano e dal coro femminile che si alterna al solista. La struttura è
simile al precedente brano: pausa fra l’ultima strofa e l’ultimo
ritornello, questa volta caratterizzato dalla tastiera in organo;
infine, spazio per un magistrale solo sorretto al binomio basso-cassa.
Che pezzo! A martyr's prayer, song a tratti esplosiva, a
volte profondamente doom; un pezzo che a volte rallenta come una vecchia
pellicola in cinemascope, lasciando che le strascicate parole
rappresentino alla vista dell’ascoltatore il martirio di Gesù, nostro
Signore: "My God why have you forsaken me? / Father, into thy hands I
commend my spirit".
Lunga e silenziosa
intro quella di Wither the hour; le tastiere dominano fino
a quando le chitarre portano vigore a questo pezzo, che si sviluppa in
virtuosismi e giochi di chiaro-scuro dei vari componenti della band; si
può dire che si realizza come un pezzo più ricco di originalità musicale
dai chiari tratti epic. Pur essendo un microalbum, è ricco di novità,
tanto da essere stato recensito più volte con grande entusiasmo. Lo
consiglio vivamente agli amanti del doom con influenze epic ed heavy.
Roberta Cannone |