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FRANK'S ENEMY
Neoblasphemies
 
 

 

FRANK'S ENEMY
Illumination
grind
1998 - Cling Recordings
(USA)
www.purevolume.com/franksenemy

 

Il goliardico attacco ska dell'opener Franks enemy!/Codebasher è presto travolto, o meglio, disintegrato da una violentissima aggressione grind con growl distorto all'incomprensibile e aizzata da un guitar solo isterico: ragionamenti più tecnici e detonazioni a magnitudo preoccupante fanno da contorno. Da ciò capiamo senza troppo sforzo che il terzo album del trio USA - a seguito di "Frank's Enemy" del 1994 e del buon "Neoblasphemies" - sarà qualcosa di parecchio strano. Grindcore è per lo più infatti, ma ci troveremo invasi anche da suoni e stili inattesi, eufemisticamente dicendo... Face to face again è una nuova sfuriata caotica, un tornado di note e distorsioni in cui faticano a dare un segno di esistenza riff puliti e una vaga, soffocata, melodia. Dysfunctional, dal bel testo introspettivo che medita sulla miseria propria dell'uomo nel peccato, è un brutalissimo massacro. Dopo queste tre tracce si può abbozzare già un piccolo ma non azzardato resoconto: l'energia dei nostri è notevolissima, la padronanza strumentale non difetta, ma una certa confusione compositiva si nota, forse aggravata da una produzione impastata oltremodo.

L'album prosegue con l'interminabile Friends in the skies, 7:15 di possente death ritmato, melodie vocali roche, bizzarrie sintetiche, stacchi thrash; l'assolo centrale si fa davvero notare. Dopo ciò facciamo conoscenza, in John the Baptist revisited, col momento più follemente distruttivo del disco: non alzate troppo il volume e non regolate a dovere i bassi... la strage è comunque breve: la mitraglia spara casualmente non oltre il minuto e 43 secondi. Con My night alone compare lo scream su un death più rilassato. Il grind tiratissimo e la lead di Julio Rey in stato delirante tornano all'arrivo di Ashes. L'ottava è Lamento, cantata in spagnolo, composta di riff deflagranti, un ultradistorto growl, un solo affilatissimo e un rallentamento centrale doom-oriented. Il nuovo shock di "Illumination" è ciò che giunge ora, la nona Frank's enemy metro, puro techno-dark!, inquieto e molto vario, ben fatto di deve ammettere, ma che disgusterà ogni true metaller finora fomentatosi. Di qui sopraggiungeranno ben quattro song death/thrash con melodie e synth, cioè da Straight up/down, dalla tipica teologia protestante (I told you about the work and all that it means / God came down as Jesus and fulfilled the the ultimate dream / A gift wrapped in His blood and it's ours to take / You will hear that the just shall live by faith), ad Antigod che si tormenta del peccato: "Would you say / I'm anti-God these days?"; ma che poi brama la morte eroica e ragiona circa la prova: "My highest hope is the martyr's death / God in His wisdom probably won't put me to that test".

Come dovrebbe finire un album di grind? Sicuramente non con un pianoforte che accompagna un coro volutamente stonato (e non poco), messo fortunatamente a tacere per sempre da un sound pesantissimo (Another liberation), ma di certo neanche con violino e violoncello che introducono - Serenity - un rigurgitante sound hip hop con rappato... oh!

Vaake

VOTO

75

 

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