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FRANK'S ENEMY
Illumination
 
 

 

FRANK'S ENEMY
Neoblasphemies
grind
1996 - Cling Recordings / Not Silent Records
(USA)
www.purevolume.com/franksenemy

 

Proveniente da Miami, l'entità musicale di Julio Rey torna nel 1996 con il come back dell'omonimo debut (anche conosciuto come "Not Silent"), che stavolta si propone con l'altisonante titolo di "Neoblasphemies", album liricamente incentrato su tutta una serie di macrodegenerazioni sociali e culturali, inquadrate in un'ottica esplicitamente cristiana, dove l'unica panacea è l'abbandono al metavolere celeste, e più in particolare la risposta concreta viene proposta essere la sequela di Cristo, come spiegato nel testo della decima In answer. Musicalmente ci troviamo in presenza di un più che discreto lavoro di grind, che illude meraviglie nella prima parte per poi accusare un sostanziale calo ispirativo nel distendersi della tracklist.

C'è moltissimo Paramaecium sound nel doom con female vocal dell'opener I think, track di tre minuti che ci proietta nel violentissimo grind antitotalitario di Human reich: growl e scream non convincono, ma la ritmica è devastante quanto varia nell'alternare blastbeats tsunamici esacerbati da solos turbati e rallentamenti diveltenti. Super traccia che farebbe quasi gridare al miracolo, ma purtroppo si tratta solo dell'apice mai ribadito del platter. Imbecile factory si issa sulla spinta di note deliranti per poi incagliarsi in down-tempo pachidermici, ma già intriga molto meno a causa della presenza di un poco digeribile filtrato clean stridulo. Siamo in piena rift-valley eruttiva con Cannibalized, poi però la produzione di adrenalina si inaridisce con la misteriosa Uncalled for, mid-tempo fatto di urlacci sgraziati privi di qualsivoglia aplomb. Grind a macinare tra growl fognati, follie vocali e visioni distorsive per Torturer, con Inevitable ci si ripara all'ombra del più intellegibile death/thrash. Una nuova parentesi testosteronica è rappresentata dal bradisisma da headbanging forsennato di Cauldron, song che nel suo evolversi si abbandona a sperimentalismi estremi. Thrash death dal riffing Tourniquet che aleggia per tutta la composizione in Hanging on a tree, la succitata In answer si distende per ben 7:32, tra minimalismi, voci cupe e soffuse fino a deflagrare in un growl abissale all'interno di una plumbea cornice doom funeral, per quello che è il momento più entusiasmante di "Neoblasphemies", annacquato però da un delirio di lead guitar che ci ricorda come questo sia un disco grind e quindi debba necessariamente contenere insensatezze. Tra psichedelie e alto tasso alcolico il sound è più assurdo che mai nella bizzarra Stephen Hawking walked away.

Molti buonissimi spunti ma anche diversi passaggi a vuoto, nel complesso il presente risulta Cd sicuramente da ascoltare se vi riconoscete nel teorema "più folle è, più mi intriga", variabile che per un appassionato di grind fa spesso la differenza.

Vaake

VOTO

74

 

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