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Dalla fondazione del monicker ben quattro sono
state le release dei From Ashes, tutte concentrate nel
periodo 2003-2004, e tuttavia alcuna di queste ha mai superato le quattro
tracce; da allora sono trascorsi due abbondanti anni di preoccupante
silenzio, e quando si iniziava a temere il peggio ecco invece
riapparire, quasi in modo parusiaco, il numeroso combo e stavolta col
tanto agognato full-length, abbondante peraltro nelle dieci track per
cinquanta minuti ottimamente prodotti (seppur privi di label). "As The Leaves Fall" è il naturale
sfogo di "Promo
2004" da cui ripesca un paio di composizioni che perfettamente si intassellano nel corpo musicale del disco. Black melodico e sinfonico,
con influenze viking imposte dall'incessante violoncello e da
semibaritoni, con songwriting articolato e vario seppur compatto,
guidato dalla notevolissima ritmica di Minttu al basso e soprattutto
dell'impeccabile Dani ai drums; non
mancano eruzioni seminali in down tuning ma anche distese dark/gotiche
che stimolano emozioni ed invogliano al viaggio onirico. Una band di
riferimento per questo disco, scritto in tutto e per tutto dal
chitarrista e mastemind Wille, potete considerarla i primi Slechtvalk,
quelli più black melodici ma non del tutto esenti da tendenze folk; inoltre
lo stesso piacevole screaming di Essi spesso ricorda
non poco quello di Shamgar.
Epicheggiante con melodie e distese sintetiche,
iper-tempo roboanti, alternanza di screaming e growl ma anche il
violoncello magistralmente eseguito da
Arttu - e sarà un leitmotiv assoluto del disco - per l'opener Blackened,
già presente in "Promo 2004". Gli effetti organistici rendono
ancor più aulica la susseguente Withering leaves, song del
mood a tratti oscuro, sempre incalzante e serrata pur in una saggia
varietà ritmica e armonica. Il retaggio e gli echi slechtvalkiani
emergono con evidenza in Starlit thoughts, dal finale
dichiaratamente viking. Sound pieno ed avvolgente per opera del synth/keys
work di
Joonas in Temporary (Eternal life, eternal death / so does
earthly pride vanish / lost in sphere of thick and cold darkness /
reaching for light / reaching for freedom / You are my life / You are my
salvation / You are in my dreams / You are my dream / [...] Give me
words of live / give me joy / the nightsky is lit by a heavenly light /
upon this sacred soil / To sorrow of death a grace will be brought /
upon this soil of death / Eyes blazing open wide / heading for the night
/ You are the fire in my heart / thus I am ready to go! / In the midst
of night I cried and cried / sorrow and pain running down my cheek / You
gave me hope / You gave me new light / You are my all / forever I shall
exalt thy name...!), brano in cui torna ad infuocare con la sua
travolgente drammaticità l'organo, o quantomeno effettato tale. Riff
tastieristici di trade mark nightwishiani sono palesi in Dream of
eternity (già presente, più grezza, nell'omonimo Ep), brano che
alterna fasi di black struggente ad altri furibondi e pieni in stile
Emperor. Teatrale e profondamente intrigante nella ritmica è la
finnica Voiton päivä, mentre Gehenna è un
iper-tempo ancora emperoriano, strumentale ma ovattato, di soli
cinquanta secondi. Pezzone in arrivo: Exiled è tanto doom
quanto raw, tanto gotico e sinfonico quanto teso ed orfico. Si ripiomba
nello Slechtvalk sound con Song of autumn, chiusa
all'altezza di tanta beltà per la pomposa mid-tempo epica Shadowy
garden, con duetto finale screaming-baritono.
Mi aspettavo prima o poi qualcosa di veramente
grosso da parte dei From Ashes, e così è stato: "As The Leaves Fall" è
un disco a molte stelle per ogni ambito di valutazione, e che tutti gli unblacksters
dall'attitudine gotica e romantica non dovrebbero proprio farsi
sfuggire. Emozioni ed adrenalina a fiotti, liriche poetiche, fede abbagliante: se è questo che state cercando, allora l'avete
trovato.
Vaake
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