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INTERVISTA
5/4/2007
 
 

 

FROM ASHES
Dream Of Eternity   (Ep)
unblack
2003 - Self
(Finlandia)
www.fromashes.com

 

Il sestetto finlandese che risponde al bel monicker di From Ashes è attivo dal 2001 ma pur avendo compiuto varie scoccate non è ancora riuscito a centrare l'obiettivo del full-length: nel frattempo tuttavia il bersaglio anche se non pregiato è stato colto, e di loro possiamo già godere di ben tre Ep e, da ultimo, un promo di quattro tracce. Ad oggi, passato un lustro dalla loro fondazione, il tanto atteso album sembra, più che in fieri, vicino ad essere rilasciato, e l'attesa c'è perchè l'ensemble ha mostrato di essere alquanto interessante, a partire proprio da questo "Dream Of Eternity", tre songs di black melodico dalle svariate influenze, per giunta più che discretamente prodotte. Il sound dei nostri è un black melodico e sinfonico con ampi orizzonti viking e qualche puntatina gotica.

Traccia d'esordio è For the moment, il cui attacco di tastiere e violoncello prelude all'eruzione della strumentazione in un gothic intenso cantato in deep growl, scream, ma anche in pulito baritono: è proprio un duetto tra quest'ultimo e le linee vocali gutturali a segnare una fase epica e nostalgica. Lo strumento classico suonato da Arttu è presente lungo tutto il songwriting, e nel finale, dopo aver accompagnato una chitarra folk oriented, se ne va addirittura in solo su un tappeto tastieristico. Arctic flower è più ortodossamente black sinfonica, le tastiere pigiate da Joonas sono invasive e la ritmica up-tempo, il clean si intreccia allo screaming, il mood della traccia è esaltante: menzione d'onore va per questo bel presente al lavoro dietro le pelli di Daniel che riesce a conferire, oltre che la velocità, anche fascinosa tecnicità e struttura compositiva alla song. Terzo ed ultimo episodio: Dream of eternity. L'ispirazione del combo è molto più tesa al viking dato che i primi secondi sono di puro folk. Il black tastieroso che ne segue è furente, rallentamenti con tastiere oniriche alterneranno riff da far tremare la terra: un narrato baritono e l'immancabile violoncello contribuiscono a rendere la track un piccolo gioiello.

"In its surface / I saw a new kingdom / I saw my destination / I saw the river of life / sparkling like crystal / I saw the Eternal One". La fede del sodalizio finnico è ardente e poetica, il sound articolato e vario, l'uso dei vocals molto interessante, eccezion fatta per uno screaming ancora da sgrezzare ed affilare come si converrebbe per un gruppo che continua a promettere, ma che ora pare, finalmente, inizierà a mantenere.

Vaake

VOTO

81

 

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