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Il sestetto finlandese che risponde al bel monicker
di From Ashes è attivo dal 2001 ma pur avendo compiuto varie
scoccate non è ancora riuscito a centrare l'obiettivo del full-length:
nel frattempo tuttavia il bersaglio anche se non pregiato è stato colto,
e di loro possiamo già godere di ben tre Ep e, da ultimo, un promo di
quattro tracce. Ad oggi, passato un lustro dalla loro fondazione, il
tanto atteso album sembra, più che in fieri, vicino ad essere
rilasciato, e l'attesa c'è perchè l'ensemble ha mostrato di essere
alquanto interessante, a partire proprio da questo "Dream Of Eternity",
tre songs di black melodico dalle svariate influenze, per giunta più che
discretamente prodotte. Il sound dei nostri è un black melodico e
sinfonico con ampi orizzonti viking e qualche puntatina gotica.
Traccia d'esordio è For the moment,
il cui attacco di tastiere e violoncello prelude all'eruzione della
strumentazione in un gothic intenso cantato in deep growl, scream, ma
anche in pulito baritono: è proprio un duetto tra quest'ultimo e le
linee vocali gutturali a segnare una fase epica e nostalgica. Lo
strumento classico suonato da Arttu è presente lungo tutto il
songwriting, e nel finale, dopo aver accompagnato una chitarra folk
oriented, se ne va addirittura in solo su un tappeto tastieristico.
Arctic flower è più ortodossamente black sinfonica, le
tastiere pigiate da Joonas sono invasive e la ritmica up-tempo, il clean
si intreccia allo screaming, il mood della traccia è esaltante: menzione
d'onore va per questo bel presente al lavoro dietro le pelli di Daniel
che riesce a conferire, oltre che la velocità, anche fascinosa tecnicità
e struttura compositiva alla song. Terzo ed ultimo episodio: Dream
of eternity. L'ispirazione del combo è molto più tesa al viking
dato che i primi secondi sono di puro folk. Il black tastieroso che ne
segue è furente, rallentamenti con tastiere oniriche alterneranno riff
da far tremare la terra: un narrato baritono e l'immancabile violoncello
contribuiscono a rendere la track un piccolo gioiello.
"In its surface / I saw a new kingdom / I saw my
destination / I saw the river of life / sparkling like crystal / I saw
the Eternal One". La fede del sodalizio finnico è ardente e poetica, il
sound articolato e vario, l'uso dei vocals molto interessante, eccezion
fatta per uno screaming ancora da sgrezzare ed affilare come si
converrebbe per un gruppo che continua a promettere, ma che ora pare,
finalmente, inizierà a mantenere.
Vaake
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