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FROST LIKE ASHES
Pure As The Blood Covered Snow
 
FROST LIKE ASHES
Tophet
 
 

 

FROST LIKE ASHES
Born To Pieces   (Ep)
unblack
2008 - Sullen Records
(USA)
www.myspace.com/frostlikeashes

 

Tornano alla ribalta con il loro nuovo ed esclusivissimo Ep "Born To Pieces" gli statunitensi Frost Like Ashes. Dal look inconfondibile, calcano ormai da sei anni la scena unblack metal mondiale regalando a tutti i fan massicce dosi di buon antisatanismo e fervore cristiano. Il nuovo Ep comprende alcuni pezzi nuovi di ottima produzione, due cover e per finire alcune tracce appositamente create con la qualità minore del music tape.

Addentriamoci nell'inquietante atmosfera di Born to pieces, le tastiere accarezzano tiepidamente il ritmo di una batteria lenta e pesante mentre le chitarre accompagnano depressivi scream e growl, creando una sorta di processione funebre. E' il turno di Pale shadows, pezzo sospeso tra tecnicismi e melodie ultraterrene, dal ritmo relativamente moderato, le chitarre si cimentano in bizzarri riff squarciati dai terribili latrati del duetto growl-scream. La successiva song Immortals ci dà una bella svegliata: ritmi veloci e martellanti lambiscono l’aria con possenti colpi mentre riecheggia un riff potente e distruttivo, il consueto duetto (growl-scream) divora ogni silenzio, accarezzando l’idea di spargere ben presto acuti latrati e digrignanti risate. Passiamo alla stupenda cover dei Saint, Plan 2: qui i Frost Like Ashes sostituiscono le sonorità heavy in uno stupefacente death melodico; stupende le chitarre dal richiamo ancestrale, raffinatissimi i numerosi assoli, vanno a rendere giusto onore alla storica band statunitense di Salem. Un’altra cover viene proposta, When the man comes around, del celebre cantautore Johnny Cash, interprete di numerose canzoni di folk music e di celebri talking blues, in chiave rigorosamente unblack metal: i nostri Frost Like Ashes non rinunciano ad aspre melodie dai toni cupi e minacciosi, acuti scream affogano in un’atmosfera rarefatta di distruzione. Quasi come cadendo in un profondo abisso, passiamo a Nightfall's cold kiss, chitarre pesantissime quanto macigni ci accompagnano fino alle viscere della terra, tastiere dal suono ammorbato impregnano l’atmosfera spargendo tonnellate di labirintici suoni psichedelici, folli scream si spargono a macchia d’olio arricchendo questa suggestiva song, a mio parere davvero singolare. Effimeri arpeggi danno un’illusione di singolare idillio, ma Let all mortal flesh keep silent getta ben presto la sua gentile maschera per assumere le sembianze di un tritacarne: velocissimi riff, batteria ultrasonica e terribili strida ci travolgono come una tempesta di chiodi.

Facciamo un passo indietro e (ri)ascoltiamo Nightfall's cold kiss in chiave acustica, ritmi strascicati e sottotono danno l’opportunità ad una chitarra acustica di dare il meglio di sé. Come un pugno nello stomaco con Adorers of blood, ricreata volutamente in bassa qualità, andiamo ad ascoltare un coacervo di esibizioni vocali ultradifferenziate, dal pipistrello al growl baritonale, impressionante la bravura tecnica del cantante. A cruel verse, song un po' troppo semplice e scontata, va con i suoi ritmi pigri a concludere questo Ep. Ep musicalmente singolare, propone una raffica di brani indirizzati ad un pubblico che potrebbe in certi tratti rimanere basito per le sue tracce superficiali e scontate. Degne di nota le due cover, in un contesto però un po' povero di idee.

Fabio Manna

VOTO

72

 

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