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Tornano alla ribalta con il
loro nuovo ed esclusivissimo Ep "Born To Pieces" gli statunitensi
Frost Like Ashes. Dal look inconfondibile, calcano ormai da sei anni la scena
unblack metal mondiale regalando a tutti i fan massicce dosi di buon
antisatanismo e fervore cristiano. Il nuovo Ep comprende alcuni pezzi
nuovi di ottima produzione, due cover e per finire alcune tracce
appositamente create con la qualità minore del music tape.
Addentriamoci nell'inquietante atmosfera di
Born to pieces, le tastiere
accarezzano tiepidamente il ritmo di una batteria lenta e pesante mentre
le chitarre accompagnano depressivi scream e growl, creando una sorta di
processione funebre. E' il turno di Pale shadows, pezzo sospeso tra
tecnicismi e melodie ultraterrene, dal ritmo relativamente moderato, le
chitarre si cimentano in bizzarri riff squarciati dai terribili latrati
del duetto growl-scream. La successiva song Immortals ci dà
una bella svegliata: ritmi veloci e martellanti lambiscono l’aria con
possenti colpi mentre riecheggia un riff potente e distruttivo, il
consueto duetto (growl-scream) divora ogni silenzio, accarezzando
l’idea di spargere ben presto acuti latrati e digrignanti risate.
Passiamo alla stupenda cover dei Saint, Plan 2: qui i
Frost Like Ashes
sostituiscono le sonorità heavy in uno stupefacente death melodico;
stupende le chitarre dal richiamo ancestrale, raffinatissimi i numerosi
assoli, vanno a rendere giusto onore alla storica band statunitense di
Salem. Un’altra cover viene proposta, When the man comes around, del
celebre cantautore Johnny Cash, interprete di numerose canzoni di folk
music e di celebri talking blues, in chiave rigorosamente unblack metal:
i nostri Frost Like Ashes non rinunciano ad aspre melodie dai toni cupi
e minacciosi, acuti scream affogano in un’atmosfera rarefatta di
distruzione. Quasi come cadendo in un profondo abisso, passiamo a Nightfall's
cold kiss, chitarre pesantissime quanto macigni ci accompagnano
fino alle viscere della terra, tastiere dal suono ammorbato impregnano
l’atmosfera spargendo tonnellate di labirintici suoni psichedelici,
folli scream si spargono a macchia d’olio arricchendo questa suggestiva
song, a mio parere davvero singolare. Effimeri arpeggi danno
un’illusione di singolare idillio, ma Let all mortal flesh keep silent getta ben presto la sua gentile maschera per assumere
le sembianze di un tritacarne: velocissimi riff, batteria ultrasonica e
terribili strida ci travolgono come una tempesta di chiodi.
Facciamo un
passo indietro e (ri)ascoltiamo Nightfall's cold kiss in chiave
acustica, ritmi strascicati e sottotono danno l’opportunità ad una
chitarra acustica di dare il meglio di sé. Come un pugno nello stomaco
con Adorers of blood, ricreata volutamente in bassa qualità,
andiamo ad ascoltare un coacervo di esibizioni vocali ultradifferenziate,
dal pipistrello al growl baritonale, impressionante la bravura tecnica
del cantante. A cruel
verse, song un po' troppo semplice e scontata, va con i suoi ritmi pigri
a concludere questo Ep.
Ep musicalmente singolare, propone una raffica di brani indirizzati ad
un pubblico che potrebbe in certi tratti rimanere basito per le sue
tracce superficiali e scontate. Degne di nota le
due cover, in un contesto però un po' povero di idee.
Fabio Manna
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