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Azahel ce l’ha fatta.
Come si dice… meglio tardi che mai; da quando uscì "Pure As The Blood
Covered Snow", l’attesa per il full-length divenne spasmodica.
Continui ritardi e posticipazioni contribuirono ad aumentare
l'aspettativa davanti al presunto gioiellino, e si sa, più questa è lunga, più le pretese
su di un
disco crescono.
Iniziamo dicendo che il dubbio è tolto: "Tophet" è forse
uno dei best album unblack della stagione, un album che conferma i
Frost Like Ashes tra le migliori nuove leve del movimento. Una missione
di fede che viene portata avanti felicemente, e non potremmo chiedere di
più. La prima cosa che occorre dire presentando il loro disco è
che è un tipo di unblack fortemente sinfonico e votato al contempo al
più puro estremismo. Le tastiere abbondano a fiumi, ma lo stesso può
dirsi per screaming sanguinanti e pedale costantemente premuto sui 200
Km/h, quasi un riscatto per chi crede che le tastiere in un suono black
siano sinonimo di cuori deboli e pavidi. Tutt’altro. Inizialmente la
sensazione che domina è lo straniamento: A terribile visitation parte
con un ferocissimo attacco in doppia cassa che poi accelera ancora di
più, e che si porta dietro altrettanto veloci parti di tastiera. Poi lo screaming si perde nel vuoto e si incattivisce con riff più
"ingrassati"
e che sconfinano volentieri nel death metal; successivamente le parti
sinfoniche crescono all’accrescersi della violenza chitarristica, e un
riff di tagliente melodia si scaglia nel gelo nordico dei nostri. Senza
nemmeno disdegnare una piccola pausa con tanto di litania ancestrale che
non guasta mai, con un bel sottofondo di basso pulsante. Non si capisce
bene dove vogliano andare a parare Azahel e soci, tanta è la carne messa
al fuoco in un solo pezzo, ed è una sensazione che lascia inizialmente
intontiti: si inizia a leccarsi i baffi e a sperare seriamente bene per
il resto del disco.
I baffi sono ben leccati, a quanto pare: il disco
continua alla grande ed è anche meglio. Desecrator è oscura ed
avvolgente nel suo intro atmosferico, ma poi cede il passo alla violenza
e a riffoni da una tonnellata che sfumano presto in un attacco
velocissimo. Così come Of spirit and power tocca volentieri territori
più classici e thrasheggianti, Nightfall cold kiss richiama alla mente
i migliori Dimmu Borgir, ma molto più diretta e ricca di influenza death. L’inventiva dei
Frost Like Ashes lascia piacevolmente sorpresi
praticamente ad ogni pezzo: così Crucifixion è una bella suite tastieristica scritta dal batterista Adonijah, che passa pian piano
dall’oscurità alla luce ed è quasi un tentativo di creare un vero e
proprio "intro unblack", mentre la successiva Execution by fire è un
attacco epico che richiama a un certo tipo di viking/black, ma sempre
impreziosita di giri che affondano ora nella pesantezza, ora in assoli
sanguigni, e stordiscono di headbanging senza nemmeno chiedere il
permesso, senza mai perdere di vista il supporto sinfonico. E così via
fino alla finale Lord of darkness, ennesima cascata di riff che vanno
dalla tastiera al giro death, dalle schitarrate alle mega accelerazioni.
E infine una bonus track dalla produzione grezzissima a chiudere il
tutto. Oddio… sono stanco morto…
Se c’è una cosa che "Tophet" riesce a confermare è che i
Frost Like Ashes sono una delle band più originali ed innovative
dell’intera scena christian metal. E' incredibile con quanta accortezza
riescano a rendere ricche ed intriganti le loro composizioni, senza
tralasciare nemmeno il minimo particolare… "Tophet" è una vera orgia di
metal estremo: che siano parti sinfoniche e altre più intimiste, giri death pesantissimi, blast beats velocissimi, scream e growl come se
piovesse, assoli, parti epiche, melodie taglienti, tanta carne al fuoco
non si era mai vista, e soprattutto non si era mai vista così accurata e
ben amalgamata; non c'è solo unblack qui, ma c'è anche il death, il
black sinfonico, il thrash, il viking e persino il death melodico. Un
grande album, senza dubbio: fatelo vostro e le vostre orecchie vi
ringrazieranno seriamente.
E non
dimenticate la morale finale dell’album:
"Everyone who follows Satan’s evil
schemes / Shall bring swift destruction on their heads / Exploiting
their children with satanic lies / Harm for harm shall be destroyed and
perish in their death / For My Lord did not spare the angels when they
sinned / But He cast them straight to hell".
Mamma, che gruppo!
Stefano Pentassuglia |