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Un artwork in
bianco e nero con caratteri gotici ed in primo piano la foto di un
cimitero ci fa subito capire che questa band norvegese non può che
fare black metal, così è infatti, e la qualità del black di questi
quattro ragazzi (Jokull, Dr. E, Ozol e Savn, il batterista ex
Vaakevandring che altri non è che Paal Dahlen proprietario di Nordic
Mission) è davvero interessante. Questo Ep di 5
tracce che sezionano i ben 26 minuti complessivi non è il primo lavoro della band
la quale era già uscita col
brevissimo (poco più di 8 minuti) demo "Necrodisaster", ma
per qualità "Makteslos" non è assolutamente
paragonabile al precedente lavoro, già dalla fattezze esteriori: l’artwork è davvero notevole e di
una professionalità estrema, questo grazie soprattutto all’appoggio
della Momentum Scandinavia che da questo punto di vista - e non
solo - non sbaglia mai di una virgola, ma ad impressionare è soprattutto la produzione,
non lontana da uno standard massimalista per un disco black.
L’intro e l’outro
di questo Ep sono stranamente in stile industrial, dico
stranamente perché mai ciò torna all’interno del songwriting delle
altre composizioni. Koma è la prima vera canzone:
subito esplode in una furiosa e graffiante aggressione black old-school per poi
placarsi e stabilizzarsi su ritmiche black melodiche con diversi
inserti tastieristici operati dall'ex Vaakevandring ed ora
Antestor Morten Mageroy. Segue Death - My relief
la quale parte strisciando attraverso un'oscurità impressionante
generata da una batteria cadenzata
ed ossessiva affiancata da un inquietante riff e sinistri sospiri:
da qui inizia a sorgere una tetra melodia, la cui intensità ritmica diventa
sempre più incalzante fino a sfociare in un tipico black melodico in cui
compaiono un minuto coro di voci clean e stacchi di keys;
all’improvviso si precipita in un convulsivo doom e da tale
stritolante soffocamento
fuoriesce un inatteso abissale growl seguito da una solennità
imponente, transito obbligato per terminare questi 9 minuti con un’intensa sfuriata:
eccitante è dir poco. Kovneskrik ha una durata
simile alla precedente perla ed alterna partiture di melodie oscure e doom-atmosferiche ad altre
più sostenute, per chiudere con un sound vagamente epico.
Un Ep
importante per una band che può diventare di riferimento nella scena unblack, se però avrà l’opportunità di
intensificare la propria produzione artistica per poter iniziare a
deliziarci finalmente con qualche full-length: il potenziale è
notevole.
Valerio Mei |