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L'idea Frosthardr fu concepita nel
lontanissimo - con esclusivo riferimento alla storia dell'unblack - 1997, ma si concretizzò tangibilmente nell'assemblamento di
una stabile line-up che però riuscì a plasmare la prima release solo nel
2002: quella prima release è questo Demo autoprodotto, "Necrodisaster",
brevissimo, soltanto due tracce per una durata complessiva inferiore ai
dieci minuti. Il combo, un quartetto, vanta anche due ex Antestor:
Jokull, voce e chitarra, e, in parte, anche il drummer Savn al secolo
Paal Dahlen, solo per pochi mesi nella storica band, assai meglio
conosciuto invece per la sua militanza nei Vaakevandring, ma
ancor più per essere Mr. Nordic Mission, ossia il titolare del
celeberrimo christian webstore norvegese.
Prima song dell'Ep è Frostens grimme klør om
vinternatten holder. La deflagrazione iniziale è seguita da
black melodico dal suadente giro armonico che difetta però nello
screaming riecheggiante e, si nota subito, in una produzione piuttosto
rivedibile. Il mood si fa anche cupo ed ansiogeno, un rilassamento è
seguito da un ruggito di Jokull, poi una cavalcata di riffoni ed una
tetra accelerazione vanno a chiudere. Si passa così a Unhuman morbid
fantasy, stavolta dal testo in inglese, introdotta da leggiadri
e sognati riff, preludio di irruente distorsioni doom: un urlo di
bambina ed esplode una ferinità corposa e violenta, di lì stacchi
cadenzati si alterneranno ad altri up-tempo, ma soprattutto si
introdurrà un mood (nonostante un pò di confusione arrangiamentale in un
bridge centrale) dalla non equivocabile ispirazione viking. A chiudere è
di nuovo il doom, ma solo dopo urli e ruggiti.
Già finito?! Si...comunque un più che discreto
esordio per gli scandinavi tutto sommato, nonostante l'imbarazzante
brevità. Il successivo "Maktesløs" pur se ancora un Ep rasenterà
la mezz'ora, e quanto a professionalità sarà tutt'altra faccenda. Resta
il fatto che in "Necrodisaster" il talento dei nostri non
era rimasto troppo celato.
Valerio Mei
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