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GAOTH ANAIR
In Death's Eclipse
 
 

 

GAOTH ANAIR
Sochraid   (Ep)
unblack
2004 - Self / 2005 - Self (Split-Cd)
(Nuova Zelanda)
www.soundclick.com/gaothanair

 

Quando l'apparentemente inesauribile neozelandese Bard S. Lofachtaar era ancora zelante imbonitore della causa del christian metal (dato che ad un certo punto pare l'abbia abbandonata dedicandosi solo al secular, ma in ciò non siamo molto oltre i rumors, non considerate questa notizia come certa) plasmò diversi unblack act interessanti, e tutti molto fascinosi: accanto al medieval ambient dei Taur Nu Fuin e all'ammaliante black sinfonico dei Seregost, troviamo anche il progetto più raw e depressive, in stile Shining, ossia i Gaoth Anair, che vi presento per la prima volta qui con l'Ep "Sochraid", edito autoprodotto in musicassetta nel 2004, e pubblicato digitalizzato l'anno seguente in uno split-Cd proprio con i consanguinei Taur Nu Fuin (la cover di cui sopra si riferisce proprio a questa release).

Black metal triviale, tracotante e ossessivo nella sua cupezza, alternato a mero depressive, per giungere persino al noise. Questa è la proposta che troviamo - purtroppo mal prodotta, il sonoro è molto ovattato - nell'Ep, aperto da Eternal winter, iper-tempo oscuro screamato a lacerare le corde vocali, che rallenta e riparte fino a cedere il passo alle lente e distorte derive depressive di Desolate kingdom, in cui padrone del lugubre palcoscenico sonoro sono le tastiere, sotto le quali martella senza invasività una morbida double bass. La tempistica ora ascende, prima mid, poi up, ma la depressione nebbiosa ingoia tutto lasciando il uno stato di sospensione percettiva, all'interno di quel pachidermico caos acustico. Siamo a Funeral mass e si picchia forte, almeno all'inizio, dato che poi tornano le coltri grigie, ma pure i gorghi neri: decisamente non riuscito il tentativo di provare, per la prima volta, il gutturale. Con Under the twilight siamo in soffocante doom asfittico, ma la bizzarria è che da esso riescono a fuoriuscire armonie solari, quale metafora che anche dal non prevedibile, dall'illogico, può emergere la speranza. Ma l'approdo ad essa è ancora remoto, e ce lo ricorda la terminale Nocturnal glades, noise in apertura, dark ambient tastieroso decadente e sofferto fino alla chiusa.

Esplorando acque dimenticate sul web in cerca di semi-imperscrutabili info sul progetto Gaoth Anair, mi sono imbattuto su un forum ormai fantasma, riportante però questo suo commento: "I've managed to link almost every Christian BM band too... Please update your links and bookmarks. Thanks! Bard S. Lofachtaar" ...ma ora i tempi aurei della militanza del nostro paiono essere diventati passato.

Vaake

VOTO

70

 

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