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Alex è un bambino di 7 anni, frequenta
la seconda elementare, e sta tornando a casa da scuola. Arrivato, entra
in camera sua e...cosa vede sul suo letto? Una macchinina bellissima col
fiocchetto sopra! É un regalo; pensate alla gioia di quel bambino! Gioia
ancora maggiore perché proprio non se l’aspettava quel regalo. Ne è
entusiasta; lui non sa predire il futuro, ma gli è bastato vedere quella
macchinina, per sapere che passerà giornate intere a giocarci. Questa è
stata la stessa sensazione che ho provato io quando ho ascoltato l’Ep
che ora mi accingo a recensire, non solo perché si tratta di un ottimo
lavoro, ma anche perché non mi aspettavo proprio un disco di cosi alto
livello. Mi ha entusiasmato, e so già che passerà un bel po' di tempo
prima che lo toglierò dallo stereo! Facciamo un passo indietro. I
Getsemani sono una band di Brescia formatasi nel 1997; nell’aprile
del 1999 esce questo stupendo Ep, "Dreaming To Fly", il loro
primo e, nello stesso tempo, penultimo lavoro; 4 canzoni, per un totale
di quasi 18 minuti. Il tuttofare del disco è Roby Sora, autore dei testi
e delle musiche; la voce invece appartiene a Silvia, che oltre a fare la
parte pulita femminile, fa anche il growl (in stile Angela Gossow degli
Arch Enemy e Cadaveria). Al lavoro ha partecipato anche
Manuel Sciarra, attualmente impegnato a comporre musica d’autore
italiana e sponsorizzato da Omar Pedrini, non uno qualunque quindi.
La prima canzone è The cry:
un intro di 30 secondi decisamente azzeccato che cattura subito
l’attenzione dell’ascoltatore e contiene le caratteristiche principali
di questo demo: melodia semplice ma mai scontata, voce femminile pulita
mista a growl. La seconda traccia è The fly, canzone
melodica, ci dà una sensazione di dolcezza ma nello stesso tempo di
malinconia: quasi 7 minuti mai banali e mai scontati fatti di
cambiamenti di ritmi improvvisi, batteria ora ad un ritmo forsennato e
ora tranquilla, tastiere che entrano ed escono di scena in
continuazione, voce growl e voce pulita femminile che si intrecciano a
meraviglia. La successiva The dream parte subito forte,
con tastiere degne dei migliori film horror e puntuale voce growl, che
conferisce al pezzo un’atmosfera più cupa della precedente, alternata da
parti melodiche con voce pulita ad esprimere quasi un senso di speranza
e conforto. Da sottolineare il finale caratterizzato da flauto e
tastiera che si mescolano formando un soave suono che vorremmo durasse
di più. L’ultima traccia è In chains, il pezzo più veloce
ed energico del demo: anche qui troviamo voce growl alternata a voce
pulita, ma questi ultimi 5 minuti scorrono via senza ulteriori rilevanze
da sottolineare.
Insomma, 18 minuti
di emozioni contrastanti: tristezza, malinconia, sofferenza, speranza,
conforto, tensione. Ce n’è per tutti i gusti insomma! Unica pecca è la
produzione, non è cristallina e non risalta nella maniera appropriata né
gli strumenti né la voce, al contrario, tende invece ad appiattire il
tutto. Ma questo non toglie valore alle tracce, ed è proprio per questo
valore che mi sento di dire: "Roby, torna a far vivere i Getsemani,
perché potete ancora dare tanto alla musica, e la scena white italiana
ha bisogno anche di voi!!".
Federico Cerioni |