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GETSEMANI
Under The Light
 
INTERVISTA
9/6/2006
 
 

 

GETSEMANI
Dreaming To Fly   (Ep)
gothic
1999 - Light Of Sadness
(Italia)
n.d.

 

Alex è un bambino di 7 anni, frequenta la seconda elementare, e sta tornando a casa da scuola. Arrivato, entra in camera sua e...cosa vede sul suo letto? Una macchinina bellissima col fiocchetto sopra! É un regalo; pensate alla gioia di quel bambino! Gioia ancora maggiore perché proprio non se l’aspettava quel regalo. Ne è entusiasta; lui non sa predire il futuro, ma gli è bastato vedere quella macchinina, per sapere che passerà giornate intere a giocarci. Questa è stata la stessa sensazione che ho provato io quando ho ascoltato l’Ep che ora mi accingo a recensire, non solo perché si tratta di un ottimo lavoro, ma anche perché non mi aspettavo proprio un disco di cosi alto livello. Mi ha entusiasmato, e so già che passerà un bel po' di tempo prima che lo toglierò dallo stereo! Facciamo un passo indietro. I Getsemani sono una band di Brescia formatasi nel 1997; nell’aprile del 1999 esce questo stupendo Ep, "Dreaming To Fly", il loro primo e, nello stesso tempo, penultimo lavoro; 4 canzoni, per un totale di quasi 18 minuti. Il tuttofare del disco è Roby Sora, autore dei testi e delle musiche; la voce invece appartiene a Silvia, che oltre a fare la parte pulita femminile, fa anche il growl (in stile Angela Gossow degli Arch Enemy e Cadaveria). Al lavoro ha partecipato anche Manuel Sciarra, attualmente impegnato a comporre musica d’autore italiana e sponsorizzato da Omar Pedrini, non uno qualunque quindi.

La prima canzone è The cry: un intro di 30 secondi decisamente azzeccato che cattura subito l’attenzione dell’ascoltatore e contiene le caratteristiche principali di questo demo: melodia semplice ma mai scontata, voce femminile pulita mista a growl. La seconda traccia è The fly, canzone melodica, ci dà una sensazione di dolcezza ma nello stesso tempo di malinconia: quasi 7 minuti mai banali e mai scontati fatti di cambiamenti di ritmi improvvisi, batteria ora ad un ritmo forsennato e ora tranquilla, tastiere che entrano ed escono di scena in continuazione, voce growl e voce pulita femminile che si intrecciano a meraviglia. La successiva The dream parte subito forte, con tastiere degne dei migliori film horror e puntuale voce growl, che conferisce al pezzo un’atmosfera più cupa della precedente, alternata da parti melodiche con voce pulita ad esprimere quasi un senso di speranza e conforto. Da sottolineare il finale caratterizzato da flauto e tastiera che si mescolano formando un soave suono che vorremmo durasse di più. L’ultima traccia è In chains, il pezzo più veloce ed energico del demo: anche qui troviamo voce growl alternata a voce pulita, ma questi ultimi 5 minuti scorrono via senza ulteriori rilevanze da sottolineare.

Insomma, 18 minuti di emozioni contrastanti: tristezza, malinconia, sofferenza, speranza, conforto, tensione. Ce n’è per tutti i gusti insomma! Unica pecca è la produzione, non è cristallina e non risalta nella maniera appropriata né gli strumenti né la voce, al contrario, tende invece ad appiattire il tutto. Ma questo non toglie valore alle tracce, ed è proprio per questo valore che mi sento di dire: "Roby, torna a far vivere i Getsemani, perché potete ancora dare tanto alla musica, e la scena white italiana ha bisogno anche di voi!!".

Federico Cerioni

VOTO

75

 

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