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GRAND LUX
Carved In Stone
heavy
2007 - Ulterium Records
(Norvegia)
www.myspace.com/grandlux

 

I Grand Lux sono una band norvegese che propongono un classico heavy metal con spunti hard rock, in cui sono molto percettibili le influenze di gruppi come Dio e Judas Priest. Quindi niente di nuovo per quanto riguarda il sound, ma sicuramente "Carved In Stone", terzo full-length per questo combo scandinavo, mostra la passione con cui la band suona. La line-up odierna è la seguente: Phil Goode (voce), Kirk Evin (chitarre e voce), B. D. Huges (chitarre e voce), Ran-Dee (batteria) e Zack Rament (basso). Il disco si apre con 1000 Paper cranes, un brano che viene introdotto dall’angoscioso suono di un allarme e presenta poi un heavy aggressivo, soprattutto grazie alla grezza voce di Goode. La successiva traccia, Fallen angel assume invece toni più melodici e riff a tratti hard rock, soprattutto in apertura. Un cupo arpeggio introduce Escaping the clouds, interessante song che in alcuni frangenti tende al doom metal. La track numero quattro, Eyes of the storm, sembra quasi una canzone degli ultimi Mad Max, se non fosse che la voce di Phil Good è ovviamente più graffiante di quella di Michael Voss.

Uno dei brani più coinvolgenti dell’album è la quinta traccia Through dirt dal trascinante riffing in stile Led Zeppelin, che troviamo anche nella successiva Like hail from the blue sky, la quale però è caratterizzata da un refrain più melodico rispetto alla precedente. Il settimo brano, Love reflection è un mid-tempo cadenzato dal riffing tipicamente heavy. Anche la successiva Never fail si comporta allo stesso modo della precedente. Siamo quasi giunti alla fine con Eternity in fire, che insieme alla citata Through dirt è a mio avviso la più trascinante canzone di questo full-length; da evidenziare l’ottima prova al microfono (soprattutto nel finale) del singer della band. Il tutto si conclude con Rainbows end, brano hard rock davvero ben riuscito, che assume in certi frangenti sonorità quasi epiche.

"Carved In Stone", in conclusione, è senza ombra di dubbio un buon album, ma pecca sicuramente di ripetitività: il sound varia solo tra heavy e hard rock ed a mio parere si sente la mancanza di una ballad. D’altronde per chi si cimenta a suonare heavy è difficile proporre qualcosa di nuovo. Comunque i Grand Lux sono una band valida, dalle buone potenzialità. Impossibile non apprezzare i loro lavori che piaceranno molto ai seguaci del metallo…ma quello classico!

Daniele Fuligno

VOTO

76

 

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