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I Grand Lux sono una band norvegese che propongono
un classico heavy metal con spunti hard rock, in cui sono molto
percettibili le influenze di gruppi come Dio e Judas Priest.
Quindi niente di nuovo per quanto riguarda il sound, ma sicuramente "Carved
In Stone", terzo full-length per questo combo scandinavo, mostra la
passione con cui la band suona. La line-up odierna è la seguente: Phil
Goode (voce), Kirk Evin (chitarre e voce), B. D. Huges (chitarre e
voce), Ran-Dee (batteria) e Zack Rament (basso). Il disco si apre con
1000 Paper cranes, un brano che viene introdotto
dall’angoscioso suono di un allarme e presenta poi un heavy aggressivo,
soprattutto grazie alla grezza voce di Goode. La successiva traccia,
Fallen angel assume invece toni più melodici e riff a tratti
hard rock, soprattutto in apertura. Un cupo arpeggio introduce
Escaping the clouds, interessante song che in alcuni frangenti
tende al doom metal. La track numero quattro, Eyes of the storm,
sembra quasi una canzone degli ultimi Mad Max, se non fosse che
la voce di Phil Good è ovviamente più graffiante di quella di Michael
Voss.
Uno dei brani più coinvolgenti dell’album è la quinta
traccia Through dirt dal trascinante riffing in stile
Led Zeppelin, che troviamo anche nella successiva Like hail
from the blue sky, la quale però è caratterizzata da un refrain
più melodico rispetto alla precedente. Il settimo brano, Love
reflection è un mid-tempo cadenzato dal riffing tipicamente
heavy. Anche la successiva Never fail si comporta allo
stesso modo della precedente. Siamo quasi giunti alla fine con
Eternity in fire, che insieme alla citata Through dirt
è a mio avviso la più trascinante canzone di questo full-length; da
evidenziare l’ottima prova al microfono (soprattutto nel finale) del
singer della band. Il tutto si conclude con Rainbows end,
brano hard rock davvero ben riuscito, che assume in certi frangenti
sonorità quasi epiche.
"Carved In Stone", in conclusione, è senza ombra di dubbio un buon album, ma
pecca sicuramente di ripetitività: il sound varia solo tra heavy e hard
rock ed a mio parere si sente la mancanza di una ballad. D’altronde per
chi si cimenta a suonare heavy è difficile proporre qualcosa di nuovo.
Comunque i Grand Lux sono una band valida, dalle buone
potenzialità. Impossibile non apprezzare i loro lavori che piaceranno
molto ai seguaci del metallo…ma quello classico!
Daniele Fuligno |