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GRAVE FORSAKEN
Destined For Ascension
 
GRAVE FORSAKEN
This Day Forth
 
 

 

GRAVE FORSAKEN
Fight To The Death
thrash
2010 - Soundmass
(Australia)
www.myspace.com/graveforsaken

 

I prolifici Grave Forsaken sfoderano il quarto full length in studio, mantenendo invariata la media di un disco l'anno. Formatisi difatti nel 2004 si sono prodigati instancabilmente a crearsi un pubblico tra Ep vari, album completi, e persino un disco live di un paio di anni fa; gli esordi non sembravano promettere bene, ma "Fight To The Death" riscatta quella che forse è una band in fase di maturazione, un disco diretto che trasuda rabbia e grinta da tutti i pori e la complicità di un sound più curato gioca un ruolo fondamentale nell'ascolto dei suoi dieci brani. Parliamo di un thrash metal iniettato di un'aggressività death alla "Raining Blood" appunto grazie a un cantato simil-Araya, appoggiato talvolta da ritmiche più bay-area, cosa che pare stia tornando molto viste le new-bands quali i brasiliani Violator o gli inglesi Evile. Che sia l'espressione del thrash metal moderno? Probabile.

Rimarrete sicuramente soddisfatti dal devastante attacco di Mutilator, pezzo forte del disco, oppure dalla titletrack, Light in the shadows e War is hell (la cui intro ricorda quella di Merciless death dei Dark Angel), la parola d'ordine per questi brani è GUERRA!, una continua mitragliata di riff taglienti come rasoi che fa da tappeto all'infuriato frontman Vaughan Gregory (a volte si sente anche l'influenza del connazionale Steve Rowe); niente di nuovo s'intenda, ma in ogni caso il tutto è fatto abbastanza bene: Non si può dire lo stesso del chitarrista Elias Salmela sulle soliste, il suo carente bagaglio tecnico è stato diverse volte rimpiazzato dagli special guests Daniel Holmes, Luke Gallagher e Brock Smith, e confrontando le parti non si può non udire la differenza. Ciò che probabilmente non vi soddisferà è anche la monotonia del songwriting che ahimè, è un po' la dannazione di chi suona questi generi più estremi, diverse cose sembrano messe in più e a un ascolto superficiale sorge in mente il classico pensiero "in questo disco un pezzo vale l'altro...", eccezion fatta per Call me a dreamer, curioso esperimento pseudo-ballad, dove Gregory duetta in clean con la delicata vocalist Chloe Sprankling, sembra quasi un pezzo preso da un altro disco, ma in ogni caso è interessante il connubio di un brano così mielato intriso di un'anima thrash.

La band è sicuramente migliorata su molti aspetti, innegabile il fatto che di strada da fare ancora ce n'è, e sicuramente dai prossimi lavori ci aspettiamo pezzi un po' più vari al suo interno, nonché un miglioramento tecnico sugli assoli, cosa fondamentale per quello che riguarda questo genere. In ogni caso "Fight To The Death" si fa ascoltare abbastanza bene, mettetelo su se volete sfogarvi un po' perché sicuramente ne vale la pena, e nel contempo leggetevi pure i testi che descrivono un po' la situazione apocalittica del mondo moderno nel disperato bisogno di una conversione al cristianesimo, il tutto visto in uno scenario post-guerra (tipico del genere); testi efficaci come la copertina, che fa guadagnare sicuramente punti al lavoro. Per il resto auguriamo alla band di poter proseguire la maturazione musicale proponendoci un domani lavori più sostanziosi e definiti, o se non altro più elaborati tecnicamente.

Francesco Romeggini

VOTO

74

 

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