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Wretched, Lamentor, Carcass e Plague sono tornati, e sono
sempre più horror! Il loro secondo full-length "Inner Sanctum" è
ancora un misto di buio horror punk, ben miscelato con sonorità hard
rock e anche thrash metal, più vive che mai rispetto al precedente
"Be Afraid". Come vi dicevo, sono ancora più spaventosi, basti
pensare all'intro che apre le danze di questo disco, una melodia tetra e
misteriosa che vi farà tremare dalla paura...stiamo per entrare nel
mondo di questi folli ladri di tomba!
Pronti, via, si parte con Detonation A.D., un
buon hard rock alla Alice Cooper, prima di approdare a sonorità
più violente, molto thrash oriented con Shadows, dove tra
cambi di velocità e stop'n'go i Grave Robber dimostrano notevoli
miglioramenti per quanto riguarda la struttura compositiva dei brani. Da
evidenziare anche l'ottimo lavoro dei cori (da sempre punto di forza di
questa band), in tracce come Altered states, Fear no
evil, e le oscure I'm possessed e The night
has eyes. Si prosegue con l'ascolto, e si approda ad altri stili
musicali, ovvero un buon rock-a-billy con Tell tale heart.
Ma il pezzo forte arriva con Valley of the dry bone, hard
rock dal riffing catchy, reso ancor più coinvolgente da un solare
refrain e da uno splendido assolo finale della chitarra di Lamentor, più
in forma che mai.
Da
sottolineare anche le lyrics, che si rifanno ai versetti di Ezechiele
37: "Breathe into these slain / Your people we remain / Your breath of
fire saves / Breathe into these slain / Your people we remain / No
longer children of the grave".
Spazio ad influenze
hardcore con Men in black e I spit on your grave,
che forse peccano di assomigliarsi troppo tra loro.
Il Cd si conclude nei migliori dei modi, ovvero con una
traccia nascosta, nuovamente dal tiro thrash e con uno spettacolare
assolo di chitarra nel finale, a coronare quest'ottimo disco.
Ci sono stati sicuramente miglioramenti rispetto all'album
dell'anno scorso, dato che questo risulta essere molto più vario e
professionale. Ancora molto buone le lyrics, caratterizzate da un
cristianesimo sempre appena celato dietro le metafore horror. Da
ascoltare se siete amanti dei Misfits o dell'hard rock di
Alice Cooper.
Daniele Fuligno |