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GRAVE ROBBER
Be Afraid
 
 

 

GRAVE ROBBER
Inner Sanctum
hard rock
2009 - Retroactive Records
(USA)
www.myspace.com/graverobberpunk

 

Wretched, Lamentor, Carcass e Plague sono tornati, e sono sempre più horror! Il loro secondo full-length "Inner Sanctum" è ancora un misto di buio horror punk, ben miscelato con sonorità hard rock e anche thrash metal, più vive che mai rispetto al precedente "Be Afraid". Come vi dicevo, sono ancora più spaventosi, basti pensare all'intro che apre le danze di questo disco, una melodia tetra e misteriosa che vi farà tremare dalla paura...stiamo per entrare nel mondo di questi folli ladri di tomba!

Pronti, via, si parte con Detonation A.D., un buon hard rock alla Alice Cooper, prima di approdare a sonorità più violente, molto thrash oriented con Shadows, dove tra cambi di velocità e stop'n'go i Grave Robber dimostrano notevoli miglioramenti per quanto riguarda la struttura compositiva dei brani. Da evidenziare anche l'ottimo lavoro dei cori (da sempre punto di forza di questa band), in tracce come Altered states, Fear no evil, e le oscure I'm possessed e The night has eyes. Si prosegue con l'ascolto, e si approda ad altri stili musicali, ovvero un buon rock-a-billy con Tell tale heart. Ma il pezzo forte arriva con Valley of the dry bone, hard rock dal riffing catchy, reso ancor più coinvolgente da un solare refrain e da uno splendido assolo finale della chitarra di Lamentor, più in forma che mai. Da sottolineare anche le lyrics, che si rifanno ai versetti di Ezechiele 37: "Breathe into these slain / Your people we remain / Your breath of fire saves / Breathe into these slain / Your people we remain / No longer children of the grave". Spazio ad influenze hardcore con Men in black e I spit on your grave, che forse peccano di assomigliarsi troppo tra loro. Il Cd si conclude nei migliori dei modi, ovvero con una traccia nascosta, nuovamente dal tiro thrash e con uno spettacolare assolo di chitarra nel finale, a coronare quest'ottimo disco.

Ci sono stati sicuramente miglioramenti rispetto all'album dell'anno scorso, dato che questo risulta essere molto più vario e professionale. Ancora molto buone le lyrics, caratterizzate da un cristianesimo sempre appena celato dietro le metafore horror. Da ascoltare se siete amanti dei Misfits o dell'hard rock di Alice Cooper.

Daniele Fuligno

VOTO

84

 

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