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GRINDING SILENCE
Demonstration Of Silence
melodic death
2007 - Self
(Germania)
www.myspace.com/grindingsilenceofficial

 

E' durata il lasso di un full-length l'avventura dei teutonici Grinding Silence, che hanno lasciato la loro poco consistente orma nella scena metal cristiana con un modesto lavoro dalla produzione da demo e dall'esecuzione non certo scevra da pecche. Il sound è un death melodico dal tasso testosteronico piuttosto basso, che però si giova della presenza costante di un buon baritono epico e di interessanti interludi atmosferico-sognanti.

Amidst the endless shadows of silence è plumbeo intro dark ambient - che ben poco c'entra col resto del platter -, anticamera di The haunted (Hear my scream! / This Silence is killing me! / Won't you see in my eyes, / can you not realize / That these demons / have conquered my soul / In my dreams in the night / I'm condemned by their might / What must I do / to be saved from this pain), il cui riff epico-folk iniziale illude, perché il death che ne segue è poca cosa: a soccorrere la traccia è il baritono nel refrain, non certo il lungo solo finale, indeciso e poco incisivo. Trame melodiche con poco convinti accenni death'n'roll per The return (The winter's end / It is at hand / The sun will shine again / The lions might / Brought us the light / The Creator clames his own), nei 6:30 di In His sign efficace è il mood generato da un'indovinata armonia. Battlecry parte pimpante per poi piegarsi presto su uno scadente rallentamento. La traccia migliore è la subentrante In the light of Your throne, eterea, atmosferica, elegiaca, ma anche pomposa, sempre nei limiti della produzione, e con un discreto intreccio growl-baritono nel death'n'roll di chiusa; escatologico il testo: "Oh my master, / all the darkness will / flee in the light of your throne / Soon all evil will be destroyed / by the return of your holy son / Evil now reigning / but the day of his / victorious coming is near / creation is waiting / for a kingdom without / any darkness or hatred and fear". Dopo questo buon episodio pessima tuttavia giunge la closer Protected by blood, registrata anche peggio degli altri brani, ma con la presenza di un piacevole baritono corale del singer Tim Ziegeler, ora attivo negli interessanti unblackster Hasszorn.

Trenta minuti scarsi di musica semi-amatorialmente prodotta, pur se con diverse intuizioni e passaggi stuzzicanti, che tuttavia non riescono a tenere la valutazione dell'opera unica del quartetto sassone entro o quantomeno prossimo alla sufficienza.

Vaake

VOTO

52

 

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