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GUARDIAN
Fire And Love
 
 

 

GUARDIAN
First Watch
hard rock
1989 - Enigma Records
(USA)
www.guardian-world.com

 

Potrete immaginare quale sia stata la mia felicità quando, parecchi anni fa, trovai il primo album dei Guardian in una bancarella di vinili usati alla modica cifra di 10.000 lire. Dopo la straordinaria scoperta degli Stryper ero alla disperata ricerca di tutto ciò che si avvicinasse alla band californiana; cosa non facilissima poiché non eravamo ancora nell’era di internet e della massa di ristampe in Cd. "First Watch" è un vero esordio col botto: pubblicato da una label di tutto rispetto come Enigma, registrato nei Pakaderm Studios di John e Dino Elefante e prodotto da quel genio chitarristico di Oz Fox degli Stryper. Ed è proprio la vicinanza con le "api" a colpire sin dalle prime note del disco. I cori in falsetto e il suono granitico delle chitarre sono un marchio di fabbrica che conosciamo tutti molto bene, e Tony Palacios è un buon emulo di Oz. É lui il vero motore della band e lo sarà sempre (i nostri sono tutt’ora in attività). Ha composto i migliori brani dell’album e la sua abilità chitarristica lo porterà in seguito a lavorare con artisti del calibro di Petra, Mastedon e John Elefante. La formazione è completata da Paul Cawley (voce e chitarra ritmica), David Bach (basso) e Rikk Hart (batteria).

I'll never leave you è un brano piuttosto semplice, costruito su un buon riff di chitarra ma forse non abbastanza incisivo da essere scelto come opener. Si comincia a fare sul serio con la pomposa Mistery man, e dopo le innocue Livin for the promise e Miracle si arriva al pezzo forte che conclude il primo lato: Saints battalion può essere considerata l’inno di battaglia dei Guardian, un pezzo ideale per essere cantato a squarciagola dai fans durante i concerti.  Il secondo lato è il migliore e qui, una volta tanto, i Guardian non inneggiano al regno del Signore ma cantano la loro Kingdom of rock, per poi tornare su tematiche più consone a una christian rock band con The good life. One of a kind è una canzone che più van-haleniana non si può e vede un Paul Cawley perfettamente a suo agio su linee vocali più soft. Rock in victory è uno dei brani più heavy del disco e lo chiude più che degnamente.

In conclusione, "First Watch" è un ottimo album di hard rock con testi cristiani, chiaramente ispirato agli Stryper ma non privo di qualche spunto originale. Rispetto ai colleghi a strisce gialle e nere, a Palacios e soci manca tuttavia una potenziale hit di successo, un refrain di quelli che si fissano subito in testa e, soprattutto, una voce più potente ed espressiva. Non dico che  Paul Cawley non sia un un buon cantante ma lo trovo inadeguato sulle linee vocali più "spinte". Del resto agli Stryper si può copiare tutto tranne la classe compositiva e l’ugola d’oro di qull’extraterrestre di Michael Sweet!

Marco Ciapparelli

VOTO

80

 

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