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All’esordio gli unblackster
germanici Hasszorn, con qualche precedente dei componenti nel
christian heavy e nel secular black, ci regalano subito una splendida
copertina con una rielaborazione in scala di verde del capolavoro di
Friedrich "Due uomini al chiaro di luna". Senza far gridare al miracolo
i nostri registrano un disco onesto, compatto e geometrico come solo i
migliori tedeschi sanno fare. Variegate le influenze che vanno dal pagan/folk
(ed ovviamente pagan, solo in senso musicale) all’industrial metal stile
Rammstein. I testi vertono su Romanticismo e filosofia, entrambi
in chiave cristiana.
Si parte subito con
Seelenpfad, marziale e squadrata, che mette subito le cose in
chiaro, per poi continuare con Svarte flag, tempesta
darkthroniana delle più classiche. Tocca quindi a Hasses
gramgestalt, nella cui prima parte si sentono chiaramente le
influenze industriali per poi finire con grandiosi momenti epici e
vichinghi; forse la traccia migliore dell'album. Allein è
una folk song abbastanza tradizionale. Veritas odium pari
la segue, lunga ed articolata con parti HM e clean vocals.
Verstummt ha il suono tipico della Sassonia, quasi militaresco.
Tiefblicke, la titletrack, ha lo stesso andazzo della
precedente, ma non è molto significativa. Tränenregen
invece è indubbiamente suggestiva, ma il già sentito inizia ad affiorare
chiaramente. Sonorità da rock/metal industriale per la successiva
Licht. Sünderwald conclude senza cambiare di una
virgola il granitico sound del disco.
Davvero un bel disco, che piacerà agli appassionati del metal Romantico
(con la R maiuscola) e dei suoni teutonici, un’opera ordinata e solida,
con qualche caduta ed a volte mancanza di inventiva. Il rigore che emana
dall’opera, però, può far dimenticare qualche piccola falla.
Daniele E.
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