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HASTE THE DAY
That They May Know You
 
HASTE THE DAY
Burning Bridges
 
HASTE THE DAY
Pressure The Hinges
 
HASTE THE DAY
Dreamer
 
 

 

HASTE THE DAY
When Everything Falls
swedecore
2005 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/hastetheday

 

Per coloro che non hanno mai avuto il piacere di far una prima conoscenza con la musica degli Haste the Day sarà inevitabile domandarsi, prendendo in mano un disco come il qui presente, se si trovino di fronte all’ennesima band della sovraffollata scena metalcore pronta a propinarci i soliti riff svedesi, stacchi con chitarre stoppate, strofe urlate e ritornelli con zuccherose melodie emo. Ebbene, senza alcun timore è utile chiarire due punti: in primo luogo quest’album, che è senza ombra di dubbio il capolavoro della band, non sfigurerebbe di certo al cospetto di lavori di gruppi più titolati quali Killswitch Engage e Caliban, nonostante qualcuno griderà d’orrore leggendo quest’affermazione; secondo punto è che benché sicuramente non ci troviamo di fronte alla reinvenzione della ruota e lo stile sia metalcore, questi cinque ragazzi dell’Indiana trovano la loro via personale al genere, riuscendo a costruire un sound caratteristico e distinguibile, debitore oltre che dell’immancabile scuola di Gothenburg, anche di una miscela di hard rock, punk rock ed hardcore melodico.

Il combo è letteralmente trascinato dall’egregia ritmica delle chitarre di Jason Barnes e Brennan Chaulk, quest’ultimo incaricato anche del grosso delle parti vocali in clean, coadiuvato dai cori del bassista Mike Murphy e dell’eccellente drummer Devin Chaulk, mentre l’ex-vocalist Jimmy Ryan graffia e strazia i timpani dell’ascoltatore con il suo screaming alla Zao. L’attacco dell’opener Fallen è di quelli da mandare in headbang ogni hardcore kid e metalhead, un riff grezzo ed energico per una canzone che si svolge compattissima tra breakdown, sfuriate thrash e punk rockeggiamenti melodici, con il contrasto fra la tagliente voce di Ryan e la calda espressività di Chaulk, traccia conclusa con un interessante contrappunto vocale in clean. Non sono da meno le successive The perfect night, dov’è da segnalare l’ottima prova del batterista, e la nervosa Walk on che costituiscono un trittico d’apertura d’impatto assolutamente invidiabile. Arriviamo alla maestosa title-track e singolo, brano che contiene tutto il carattere degli Haste The Day, nonché i riff tra i migliori del platter, una traccia coinvolgente che più di commenti merita solo di essere ascoltata.

I nostri abbassano momentaneamente il ritmo con If I could see e Wall and fears attenuando (non troppo) la violenza sonora, ma non di certo la qualità del songwriting, inserendovi due ritornelli intensi e toccanti, prima di pestare violentemente sull’acceleratore con For a lifetime, traccia che esordisce con un puro thrash dal drumming precisissimo per poi concedersi dei breakdown su cui il quintetto riesce a sorprenderci a metà disco andando ad inserire efficacemente delle gang vocals. Bleed alone è la track più cattiva del disco, dove la fa da padrone uno screaming furente, la doppia cassa ed un’incredibile e trascinante riff portante sincopato, uno sfogo sonoro che viene calmato da InstruMETAL, brano che a dispetto del titolo è un acustico con soffuse voci effettate, sintetizzatori e campionamenti, un buon interludio per abbassare temporaneamente la tensione e trasportarci alla parte conclusiva del disco. Dopo esser passati per All I have, traccia leggermente inferiore alle altre perché, caso unico del platter, è penalizzata da chitarre non troppo convincenti, i nostri scrivono la parola fine a questa loro fatica con una versione punk rock di Long way down dei Goo Goo Dolls, cover irriverente e sfrontata, ottimamente interpretata alla voce da Chaulk, per un risultato assolutamente divertente.

La cosa più sorprendente della release è che in quest’occasione l’act cristiano sfodera una vena creativa decisamente più matura rispetto alle già buone uscite precedenti e di gran lunga più ispirata rispetto all’ultimo "Pressure The Hinges", quindi se già apprezzate questa band procuratevi immediatamente questo magnifico disco, se invece avete semplicemente deciso di dar loro una possibilità, ancora una volta "When Everything Falls" è sicuramente l’album su cui puntare.

Daniel Djouder

VOTO

89

 

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