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Come avevano promesso, il 2008 è l’anno del nuovo
full-length, che in realtà proprio nuovo di zecca non è, visto che si
tratta della versione inglese di "Enne" uscito due anni fa e che
contiene anche una nuova song. La formazione è la stessa del tour
precedente, con la bella e brava Johanna Aaltonen impegnata ancora una
volta a dare vita a delle canzoni che trasudano di profonda
spiritualità.
Si apre con l’Intro di sola voce, ancora più
calda e più determinata a esaltare "Colui che quando cado mi risolleva;
Tu sei l’unico che io amo e che io adoro". God has all glory
è un puro pezzo sinfonico in crescendo, ove gli archi spianano la
strada ai riff della chitarra e la voce, sostenuta dal coro, ci invita a
lodare "Colui che ha spazzato le tenebre, che è nostra salvezza contro
il peccato". La chitarra ci introduce in un pezzo forte, difficile, dai
molti cambi di tempo, in cui la voce di Johanna, lo scream e il coro
partecipano a It is time, per ribadire che questo "è il
tempo della conversione, di guardarsi indietro e di chiedere a Dio
l’aiuto e il sostegno". Si torna ad una song sinfonica con Be
aware, un intrecciarsi di piano, violini, chitarre e coro che la
rendono sublime nell’essenzialità del suo messaggio. Dolce come "il
segreto da dividere con gli altri", Holy secret è una
ballata struggente in cui la voce si esprime in tutta la sua estensione,
guidata dal coro, dai fiati e dagli archi, tutti uniti in una preghiera:
"Gesù mi ha visto piangere, è la mia unica salvezza, il meglio per me".
Frozen inside
invece sembra un’altra cosa rispetto all’album, forse perché si tratta
della nuova di questo disco. Non ascoltiamo più archi o chitarre
elettriche, bensì quelle classiche; non troviamo più nulla di lirico o
di sinfonico in cui la voce della singer possa esprimersi; c’è una
spinta verso il ritornello che sa di rock tradizionale. Sembra più
adatta ad un pubblico "nuovo", che non conosce le potenzialità e il
passato musicale del gruppo. Degno di nota
è l’intermezzo
musicale di piatti, chitarre, voce con effetti metallici.
In Years go
by è il piano a farla da padrone, benché chitarre e batteria non
manchino; il coro sostiene il vigore della voce anche se la canzone
risulta essere leggermente ripetitiva. E per mantenere il ritmo del
full-length, dopo una canzone dolce ecco Ambition: doppia
cassa, chitarre, coro e orchestra per la classica song del gruppo
finlandese; godibile l’assolo di chitarra. Particolare e melodiosa
Way, che si conclude con una voce maschile che non
canta, ma invita a seguire il Signore: "è l’unica salvezza per farci
perdonare il peccato, perché Egli ama noi in quanto peccatori e non il
peccato; è questo il momento per farci perdonare, perché ha dato la
possibilità di conoscerlo ma ha salvato solo chi ha creduto in Lui". E
per finire, la dolcissima The lovesong, che ai meno
intenditori può sembrare ripetitiva, ma racchiude l’essenza del gruppo;
bellissimo assolo in stile HB e chiusura sinfonica.
Riunire atmosfere del symphonic gothic a liriche semplici ma di sicuro
effetto è l’obiettivo di quest’album. L’intento primario del gruppo è
evangelizzare attraverso la musica e la scelta dell’inglese, quindi, non
è assolutamente una casualità e avrà senza dubbio il giusto merito.
Da acquistare. Da ascoltare. Da pregare.
Roberta Cannone |