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INTERVISTA
05/04/2015

 

 

HB
Frozen Inside
gothic
2008 - Bullroser Records
(Finlandia)
www.myspace.com/hbmetal

 

Come avevano promesso, il 2008 è l’anno del nuovo full-length, che in realtà proprio nuovo di zecca non è, visto che si tratta della versione inglese di "Enne" uscito due anni fa e che contiene anche una nuova song. La formazione è la stessa del tour precedente, con la bella e brava Johanna Aaltonen impegnata ancora una volta a dare vita a delle canzoni che trasudano di profonda spiritualità.

Si apre con l’Intro di sola voce, ancora più calda e più determinata a esaltare "Colui che quando cado mi risolleva; Tu sei l’unico che io amo e che io adoro". God has all glory è un puro pezzo sinfonico in crescendo, ove gli archi spianano la strada ai riff della chitarra e la voce, sostenuta dal coro, ci invita a lodare "Colui che ha spazzato le tenebre, che è nostra salvezza contro il peccato". La chitarra ci introduce in un pezzo forte, difficile, dai molti cambi di tempo, in cui la voce di Johanna, lo scream e il coro partecipano a It is time, per ribadire che questo "è il tempo della conversione, di guardarsi indietro e di chiedere a Dio l’aiuto e il sostegno". Si torna ad una song sinfonica con Be aware, un intrecciarsi di piano, violini, chitarre e coro che la rendono sublime nell’essenzialità del suo messaggio. Dolce come "il segreto da dividere con gli altri", Holy secret è una ballata struggente in cui la voce si esprime in tutta la sua estensione, guidata dal coro, dai fiati e dagli archi, tutti uniti in una preghiera: "Gesù mi ha visto piangere, è la mia unica salvezza, il meglio per me".

Frozen inside invece sembra un’altra cosa rispetto all’album, forse perché si tratta della nuova di questo disco. Non ascoltiamo più archi o chitarre elettriche, bensì quelle classiche; non troviamo più nulla di lirico o di sinfonico in cui la voce della singer possa esprimersi; c’è una spinta verso il ritornello che sa di rock tradizionale. Sembra più adatta ad un pubblico "nuovo", che non conosce le potenzialità e il passato musicale del gruppo. Degno di nota è l’intermezzo musicale di piatti, chitarre, voce con effetti metallici. In Years go by è il piano a farla da padrone, benché chitarre e batteria non manchino; il coro sostiene il vigore della voce anche se la canzone risulta essere leggermente ripetitiva. E per mantenere il ritmo del full-length, dopo una canzone dolce ecco Ambition: doppia cassa, chitarre, coro e orchestra per la classica song del gruppo finlandese; godibile l’assolo di chitarra. Particolare e melodiosa Way, che si conclude con una voce maschile che non canta, ma invita a seguire il Signore: "è l’unica salvezza per farci perdonare il peccato, perché Egli ama noi in quanto peccatori e non il peccato; è questo il momento per farci perdonare, perché ha dato la possibilità di conoscerlo ma ha salvato solo chi ha creduto in Lui". E per finire, la dolcissima The lovesong, che ai meno intenditori può sembrare ripetitiva, ma racchiude l’essenza del gruppo; bellissimo assolo in stile HB e chiusura sinfonica.

Riunire atmosfere del symphonic gothic a liriche semplici ma di sicuro effetto è l’obiettivo di quest’album. L’intento primario del gruppo è evangelizzare attraverso la musica e la scelta dell’inglese, quindi, non è assolutamente una casualità e avrà senza dubbio il giusto merito.
Da acquistare. Da ascoltare. Da pregare.

Roberta Cannone

VOTO

83


 


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