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Dietro questo nuovo Cd degli
HB c'era non poca aspettativa da parte di molti fan del white
metal (e non solo). La prima cosa da dire è che la definizione di
"symphonic gothic" inizia ad andare davvero stretta a questo gruppo,
probabilmente è giusto (come fanno da tempo diverse webzine) iniziare a
considerare gli HB come un gruppo (anche) symphonic power.
Tuttavia procediamo con ordine. Il disco inizia con
Supermies:
brano veloce dal sapore indubbiamente power-prog (sopratutto nella parte
strumentale), la voce canta in maniera sincopata e sembra quasi dare il
tempo per l'headbanging! Indubbiamente un inizio d'effetto che non
lascia spazio a indecisioni. Si passa poi a
Hanki elama III,
dove la musica si fa più dura, con reminescenze di gothic "soft" sia nel
canto e nella melodia; un brano d'atmosfera, indubbiamente uno dei
migliori dell'album. La terza traccia è
La Finlande de mon
coeur, in cui troviamo due voci ben sposate (una maschile e una
femminile ma con netta predominanza della seconda), la musica passa
senza sbavature da momenti più lenti a parti più aggressive, il testo è
un inno alla bellezza della propria terra.
Una sorpresa viene con la
successiva
Perkeleita, che vanta melodie elettroniche un po' stonate col
resto dell'atmosfera del disco; non posso dire di aver particolarmente
apprezzato questa scelta perché la trovo disarmonica col resto delle
melodie. La qualità si rialza subito con
Eteepäin, in
cui il sound torna sul power con, nuovamente, lievi accenni di symphonic
goth. Anche qui ci sono parti più dolci e parti più dure abbastanza ben
sposate (anche se l'effetto è leggermente meno buono di
La Finlande de mon
coeur). La musica cambia (letteralmente) con
Tuomioni, in
cui veniamo rapiti da una musica molto dolce e melodica, quasi una
serenata. Forse non avrebbe guastato una maggiore complessità e varietà
della musica in sottofondo ma il risultato è comunque molto d'atmosfera.
Una sorpresa arriva con la traccia
Herralle kitos II,
che vanta un inizio quasi folk e poi torna sul power-prog melodico; la
musica è trascinante, forse la voce è troppo lenta rispetto
all'aggressività del sound, dando quasi l'idea di una canzone "a due
marce". Tuttavia si tratta di un brano di sicuro headbanging durante i
concerti! Vaalta
dopo un inizio quasi pop si rivela un'altra canzone melodica, con un
sapore quasi anni '80 / primi '90: l'atmosfera che emana è quasi
fiabesca e molto rilassante. Assieme a
Tuomioni
rappresenta un bel mix di ballad e metal melodico. Gli HB, quasi
in chiusura del Cd, tornano a sonorità a loro più classiche con
Herra puoellame,
brano aggressivo dall'impronta decisamente metal. Non male i riverberi
ed i cori verso la fine, un effetto che la band dovrebbe migliorare e
riprendere più spesso. Il disco si chiude con il brano che gli dà nome,
Pääkallonpaikka:
anche qui un brano abbastanza melodico ed anche qui un inizio quasi da
ballata folk.
Nel complesso sono molto
interessanti alcune influenze, leggere, di prog e di folk sparse in
alcune canzoni. Questo album sicuramente non delude i fan storici della
band ma non farà nemmeno cambiare idea a coloro che solitamente li
snobbano, sopratutto se il motivo è la scelta di usare la lingua madre
del gruppo (che effettivamente risulta un po' "dura", specie
all'inizio). Credo che gli HB (acronimo che ormai tutti sanno
stare per Holy Bible) siano ad un bivio importante della loro carriera:
la loro prossima sfida è riuscire a unire alla perfezione tutte le
influenze di power melodico, e prog che si sono aggiunte al loro marchio
di fabbrica symphonic goth. In questo album le premesse ci sono tutte ma
il risultato è, a tratti, ancora un po' troppo sperimentale.
Simone Iocca
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