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"Uskon
Puolesta"
sicuramente non è un album di metal nel senso classico del termine, ma
piuttosto una fresca e gradevole miscela di vari elementi (inserti
elettronici, archi, spunti hard rock...) con una base metallica a legare
il tutto. Non pensate di poter confrontare questo album con "Enne";
qui semplicemente si possono cogliere alcune idee sviluppate in seguito
ma non aspettatevi di sentire solo gothic.
Partenza in quarta
con Himoa che potrebbe essere benissimo l'accompagnamento
a un videogioco di corse ambientato nel futuro, con un ritornello tutto
da urlare. Prima di ascoltare Uskon puolesta consiglio a
tutti i metallari di cuore debole di abbassare il volume, dato che
l'inizio potrebbe benissimo far parte di un pezzo da discoteca... Sì non
avete improvvisi problemi agli occhi avete letto bene... Dopo questo
inizio preoccupante la canzone diventa la possibile sigla di un cartone
animato giapponese, e poi finalmente parte il ritornello che vale i
patimenti finora subiti, che però vengono ripetuti nuovamente: ma qui ci
pensa un ponte con una parte di tastiera veramente carina a ripagarci
della fatica fatta.
Dopo
questo sforzo passiamo a Vain yksi mahdollisuus che
alterna in maniera veramente azzeccata momenti dolci ad altri più tirati.
A seguire ecco Käsiisi sun: semplicemente
stupenda, una dolce ninnananna per archi, una splendida e struggente
canzone a due voci. Sicuramente il pezzo più riuscito di tutto il disco,
capace di farsi apprezzare da chiunque. Tee mulle è rock
da classifica finlandese con un bell'inserto strumentale, mentre
Eksynyt è più difficile da accettare, una marcia nella neve
segnata da un vento sferzante e incostante. Hän puhuu vira
con decisione sul nu metal e colpisce con la sua aggressività
orecchiabile. Paragonata alla precedente song Houminen ei kuole
koskaan potrebbe sembrare un pezzo un po' stanco, una via di
mezzo fra una ballata e qualcosa di più pesante, ma alla fine piace
proprio per questa sua peculiarità. Taivaaseen chiude in
maniera splendida con la sua atmosfera dolce ed eterea.
Che
altro dire? Se potete apprezzare sonorità meno pesanti ma non per questo
sbiadite o stucchevoli provate ad ascoltarlo. Rimarrete senz’altro
sorpresi dal fatto che ogni canzone pur essendo un episodio compiuto in
se stesso riesce ad interagire con le altre formando un sistema
organizzato, e magari da come gli HB siano riusciti a esprimersi
con successo spaziando in diverse sonorità. Certamente "Uskon
Puolesta" rappresenta un buon debutto, forse non per niente è
stato seguito da un’ottima conferma.
Sofia Agostini |